Dipendente chiede il pagamento di 201 mila euro per danno differenziale. Il Comune si oppone

Era a seguito della sentenza n.2407/2019, emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Nola dott.Landi e trasmessa all’Ente di Viale della Democrazia dall’avvocato del Comune, Daniela Russo, che l’Ente comunale ricorreva in Appello dinanzi alla Corte di Appello di Napoli contro la suddetta sentenza, riaffidando l’incarico di assistenza e di patrocinio legale allo stesso avvocato, corrispondendole la somma di 3623,47 euro, come da Determina n.837 del 9.07.2020, che reca la firma del Dirigente al Contenzioso Maria Piscopo.

Ricorso caldeggiato dalla stessa Russo, vista “l’opportunità dell’impugnativa della sentenza per errore nella quantificazione del danno in contrasto con i recentissimi principi della giurisprudenza”.

Questa è (come al solito) la scarna dicitura, che riusciamo a ricavare dall’atto amministrativo, per capire le ragioni, per le quali il Comune ha deciso di proporre ricorso in Appello contro una sentenza, che gli è ovviamente contraria.

I fatti si riferiscono al ricorso ex art.414 del Codice di Procedura Civile alla sezione Lavoro del Tribunale nolano, notificato al Comune a settembre del 2015 da parte di un suo dipendente, rappresentato e difeso dall’Avv.Lucia De Filippo, per azione di accertamento e condanna al pagamento della somma dovuta a titolo di danno differenziale, il tutto oltre interessi legali e rivalutazione monetaria come per legge.

Il ricorrente lavorava all’epoca con mansioni di operaio addetto alla manutenzione dello Stadio comunale di via Manzoni dal novembre del 1983 fino al 23 aprile 2005.

Giorno in cui, mentre eseguiva attività di pulitura del manto erboso alla guida di un trattorino tosaerba, lo stesso si bloccava ed il dipendente comunale, nel provvedere alla pulizia della ventola aspira erba, subiva un trauma lesivo alla mano destra e precisamente gli venivano tranciati l’indice, il medio e l’anulare, poiché la ventola aspira erba improvvisamente si metteva in funzione.

Ovviamente da quel momento per l’operaio iniziava un lungo calvario, fatto di interventi chirurgici, esami strumentali, assunzioni di farmaci e rivisitazione delle proprie abitudini comportamentali, vista la menomazione subita dalla mano destra.

L’Inail riconosceva al dipendente l’infortunio sul lavoro e liquidava l’indennità per inabilità temporanea, nel periodo compreso tra il 27.04.2005 ed il 12.10.2005. Il ricorrente, ritenendo non idoneo l’intervento dello Stato, in quanto non soddisfava quelle componenti del danno alla salute di un cittadino, che abbia subito un infortunio sul lavoro o soffra di una malattia professionale, chiese un’ulteriore somma per danno differenziale, per un importo quantificato in 201.706,64 euro.

L’udienza fu fissata dal Giudice del Lavoro il 22 dicembre del 2015. Il Comune propose opposizione a tale ricorso ed anche allora, con Determina n.1035 del 09.09.2015, conferì l’incarico al suddetto avvocato Russo, esperto in materia di lavoro, per far valere le ragioni del Comune, corrispondendole la somma di 1900,00 euro.

Non resta adesso che attendere la decisione, che assumeranno i Giudici della Corte di Appello di Napoli, a seguito dell’opposizione presentata dal legale del Comune.

 

J.F.

You May Also Like

About the Author: Redazione

eXTReMe Tracker