“Parco ‘900”, in Commissione spunta un documento di “avviso” ai Consiglieri comunali

Dopo quanto pubblicato in precedenza, la questione relativa al Parco ‘900 veniva affrontata durante il Consiglio comunale dello scorso 8 luglio. Ma, per amore della verità, vanno premessi due punti.

Il primo, è rappresentato da un passaggio riservato alla questione da un quotidiano datato 15.03.2020, in cui si legge:

“All’ultimo punto dell’Ordine del Giorno del Consiglio comunale di domani (16.03.2020 poi non tenutosi, per mancanza di numero legale ndr), c’è l’approvazione dello schema di convenzione per il Parco ‘900 per l’acquisizione gratuita a patrimonio comunale di un’area di parcheggio, a compensazione di standard urbanistici. Insomma una vicenda carica di ombre che ha fatto scattare, alcuni mesi fa, più di qualche esposto-denuncia, da cui è scaturita un’attività investigativa affidata ai Carabinieri”.

Il secondo punto è la risultanza della Commissione consiliare Politiche del Territorio ed Opere Pubbliche, presieduta dal Consigliere comunale Paolo Rea e svoltasi giovedì 25 giugno. Una commissione sostanzialmente interlocutoria durante la quale, però, grazie soprattutto al Consigliere Vincenzo De Maria già qualche criticità emergeva.

Infatti dopo aver ricordato, che tale questione nasce nel 1997 e che gli attuali negozi erano portici, come da concessione rilasciata, si rendeva disponibile, a sostenere ogni provvedimento, che possa favorire le attività commerciali. Ma precisava che, a suo avviso, al punto 5 della Delibera, va aggiunta la dicitura “al netto di quello che prevede la legge”.

Anche perché parliamo pur sempre di circa 80 centimetri in più per ogni negozio, di cui la proprietà all’epoca si impossessò e che darebbe vita ad una volumetria consistente. Inoltre, unitamente al Consigliere Domenico Zito, poneva l’attenzione sulla questione degli oneri concessori, che la società proprietaria dell’immobile deve versare all’Ente comunale ed il reale valore del parcheggio, che verrebbe ceduto al Comune. Una differenza forse alquanto sproporzionata.

Insomma, dalla discussione emergeva che, se il Dirigente all’Urbanistica C.Martone avesse potuto procedere a qualsiasi atto di modifica, lo avrebbe fatto, senza che ne fosse investito il Consiglio comunale. Attraverso il quale non sarebbe passato nemmeno l’atto unilaterale fino ad oggi esistente.

Ma agli atti della Commissione veniva posto un esposto, a firma dell’avvocato Ruocco e trasmesso, tra gli altri, al Comandante della locale stazione dei Carabinieri ed alla suddetta Martone in data 13.03.2020, in nome e per conto della società “Istituto Talete”.

Nella nota, che cita la famosa Delibera n.134 e relativa all’approvazione dello schema di convenzione per l’acquisizione dell’area a parcheggio, tra l’altro, si legge: “Al fine di evitare possibili equivoci, la società mia assistita ritiene opportuno ed utile precisarle, affinchè possa a sua volta precisarlo ai Consiglieri comunali in occasione della prossima seduta consiliare, che la convenzione sottoposta all’approvazione del Consiglio comunale sembra essere finalizzata a concedere, surrettiziamente, un’inammissibile ed illecita sanatoria urbanistica, sconosciuta al nostro ordinamento giuridico, a vantaggio della società World Trading Buildings.

Il Comune dovrà consentire alla società di poter beneficiare di una ‘speciale’ sanatoria edilizia consentendole, più in particolare, di poter conservare dopo un’annosa vicenda giudiziaria, conclusasi sfavorevolmente per detta società, con la sentenza del Consiglio di Stato, gli abusi edilizi, che riguardano gli edifici facenti parte del più ampio ‘Parco ‘900’.

Il Comune, una volta accertata l’esistenza di un abuso edilizio, non può omettere di compiere la successiva necessaria attività di ripristino della legalità.

Nel caso in esame, invece – prosegue il legale – il Comune, con l’adozione della deliberazione in questione, anziché rimuovere gli abusi edilizi, sarà chiamato a deliberare sulla possibilità che detti abusi possano essere definitivamente conservati, a vantaggio degli autori stessi”.

In breve l’autore dell’abuso evita la demolizione o l’acquisizione del bene abusivo con il trasferimento a favore del Comune di un’area di parcheggio.

L’art.31 del D.P.R. 380/2001 esclude categoricamente la possibilità, che l’eliminazione di un abuso edilizio possa essere oggetto di negoziazione con l’autore dell’abuso stesso e che questi conservi il proprio manufatto illegittimo…La deliberazione comunale, solo formalmente ed apparentemente mossa dall’interesse pubblico a conseguire l’area di parcheggio, è mossa invece dall’interesse privato della società World, che vedrà incrementare di valore i propri immobili abusivi…Inoltre non si ricorre all’esproprio per pubblica utilità..”.

 

Joseph Fontano

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