L’acqua di un violento nubifragio invade anche una ludoteca. La titolare denuncia i Vigili Urbani

Strade trasformate in fiumi in piena durante il nubifragio, abbattutosi nella mattinata dello scorso 4 luglio sulla città, messa completamente in ginocchio. L’acqua caduta copiosa invadeva negozi, garage e sottoscala, mentre il traffico rimaneva paralizzato per circa due ore.

Acqua alta come a Venezia e danni ingenti alle attività commerciali, con ondate di piena provocate dalle vetture in transito, come accaduto ad un’attività di baby parking, sita a via Annunziata, tutta riqualificata di recente. Qui i bambini presenti e la responsabile erano costretti a barricarsi in un locale più all’interno della struttura allagata in attesa dei soccorsi.

La titolare, tra l’altro, avrebbe chiesto l’intervento di una pattuglia di poliziotti municipali presente in zona, per fermare il traffico veicolare e consentire l’evacuazione dei bambini spaventati, ma sembra inutilmente. La titolare della struttura allora si rivolgeva ai Carabinieri e denunciava, sporgendo formale denuncia-querela, il personale della Polizia Municipale ivi presente per “omissione di pubblico servizio”.

“La mia ludoteca, in pochi minuti, è stata invasa dall’acqua putrida e puzzolente proveniente dalla strada, finchè non sono riuscita poi ad affidare i bambini, che si erano bagnati, ai genitori, che attendevano in una stradina adiacente” – raccontava la titolare della struttura ai Militari dell’Arma della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale, intervenuti poi a deviare il traffico veicolare e consentire l’evacuazione dei piccoli ospiti della struttura.

Il violento nubifragio iniziava poco dopo le ore 10:00 e durava circa un’ora e mezza, durante le quali alla pioggia battente si aggiungeva anche la grandine. In breve si allagavano non solo i punti ormai classici della città, ossia Corso Italia, via S.Anna, via San Gioacchino e Corso della Resistenza, ma anche Corso Vittorio Emanuele, sottoposto di recente ad un totale restyling, dove rimanevano sommersi sia i marciapiedi che la pista ciclabile.

In pratica tutto il centro storico veniva stretto nella morsa dell’acqua alta e parte della periferia settentrionale. Il traffico del sabato mattina andava in tilt con numerose auto rimaste in panne, a causa dell’acqua alta. Difficoltà anche per i parenti, a raggiungere i propri cari ricoverati presso la clinica Villa dei Fiori e per il personale a lasciare o a raggiungere la struttura sanitaria, a causa del fiume in piena, in cui si era trasformato il corso cittadino.

Stessa scena per i clienti dell’Ipercoop, molti dei quali non hanno potuto raggiungere le proprie vetture, visto che l’intero parcheggio è rimasto allagato. Per far defluire il livello delle acque dalle strade era necessario sollevare i tombini del sistema fognario cittadino, in modo da canalizzarle direttamente nelle condotte di smaltimento.

Sotto accusa, ancora una volta, sarebbe finita la mancata pulizia dei pozzetti cittadini di raccolta delle acque meteoriche ricoperti dalle caditoie urbane e la deficitaria manutenzione dei canali, che attraversano il territorio di Acerra, in cui affluiscono i reflui cittadini, da convogliare al depuratore, parzialmente occlusi da vegetazione spontanea degli alvei dei Regi Lagni, da parte dei tecnici e degli operai di Campania Ambiente e del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno.

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