Dopo quella ecclesiale, arriva per l’amministrazione Lettieri anche la scoppola dell’Anac

La notizia della trasmissione al Comune della Delibera dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) del 27.05.2020 ed acquisita al protocollo generale sabato 6 giugno, rappresenta uno spartiacque forte, per quelle che sono le sorti dell’amministrazione comunale targata Lettieri, da poco uscita (si fa per dire) dal clamore mediatico di due Consigli comunali consecutivi, in cui non si è fatto di certo un uso “parsimonioso” del termine camorra.

Infatti la Delibera sembra “disarmare” la relazione trasmessa dal sindaco e predisposta dal Segretario generale e dal funzionario comunale, a seguito di richiesta di chiarimenti avanzata dall’Anac. Delibera che ha confermato due principi, che erano stati già evidenziati dal Consigliere comunale Carmela Auriemma in varie sedi.

Il primo, che il Responsabile della prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dev’essere una figura apicale, che svolge funzioni dirigenziali, mentre quello del Comune di Acerra, nominato con Decreto sindacale a marzo 2018, non lo era.

“Inoltre l’individuazione del Segretario generale, quale scelta ottimale, per ricoprire il ruolo di RPCT negli Enti locali – scrive, tra l’altro, l’Anac – trova fondamento nelle funzioni, che il Segretario svolge ed individuate nell’art.97 del Testo Unico degli Enti Locali…”.

Ed ecco il Decreto sindacale n.18 del 16.06.2020, con il quale viene revocato l’incarico di Responsabile della prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, ricoperto dall’avv.Pasquale Pintauro, che viene invece conferito all’Arch.Concetta Martone. Anche se non si chiarisce, ancora una volta, perché lo si dà alla Martone e non al Segretario generale, così come indicato dall’Anac.

Il secondo punto riguarda il Segretario generale Maria Piscopo alla quale, com’è noto, sono state attribuite dal primo cittadino (alcune da anni) una serie di deleghe (Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali; Gare e Contratti) e, fino a luglio 2019, l’Igiene Urbana.

Segretario a proposito della quale la Delibera dell’Anac recita, tra l’altro, che: “Le funzioni istituzionali dei segretari comunali hanno per oggetto non compiti di natura gestionale, ma di coordinamento, di assistenza giuridico-amministrativa e di verbalizzazioni, oltre quelle che possono essergli attribuite dallo statuto o dai regolamenti o conferitegli dal sindaco…Le disposizioni contrattuali integrative applicabili ai Segretari generali precisano, che l’attribuzione di funzioni dirigenziali possa avvenire solo con atto formale del capo dell’Amministrazione e, in ogni caso, previo accertamento dell’assenza di adeguate figure professionali interne e solo in via temporanea. Il Comune non è privo di figure dirigenziali, l’organico ne conta 8…”. Insomma, sembrano risuonare le parole pronunciate dall’On.Gilda Sportiello durante il suo intervento in Parlamento e che ripubblichiamo all’interno.

Deleghe della Piscopo che si incrociano con la querela sporta da quest’ultima, alla fine del 2018, nei confronti delle Consigliere Paola Montesarchio e la citata Auriemma, in quanto sosteneva di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno 2018. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco”.

Querela sfociata intanto addirittura in un rinvio a giudizio!! Secondo le due esponenti dell’opposizione questo presunto “eccesso” di poteri nelle mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. Vicenda poi portata all’attenzione della Prefettura ad agosto dell’anno scorso dalla coriacea esponente pentastellata, in un incontro riservato con l’allora Prefetto.

Deleghe circa le quali la Piscopo, nel rispondere all’Anac, scrive che “l’amministrazione ha scelto di affidargliele, perché ha necessità ed urgenza di portare nei servizi una certa efficacia e trasparenza amministrativa, venuta meno nelle precedenti gestioni dirigenziali”. Insomma, un vero e proprio atto d’accusa che, però, se fosse vero, avrebbe dovuto o dovrebbe portare a ben altre conseguenze. Eppure i Dirigenti comunali percepiscono addirittura l’indennità di risultato!! Nel frattempo il Consigliere Auriemma dichiara:

“Il mio accesso agli atti è stato proprio in relazione agli incarichi dirigenziali conferiti al Segretario e ricostruii, che le deleghe erano gestite da questi da anni.

Il punto è: cosa intende fare adesso il sindaco, dopo che anche l’Anac ha detto chiaramente, che con la presenza di ben 8 Dirigenti non è giustificata l’assegnazione delle deleghe al Segretario comunale, che dovrebbe assumere la qualifica di responsabile dell’Anac?”.

 

J.F.

 

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