Miasmi dai campi, compost sospetto. Quasi tre ettari sottoposti a sequestro

Ancora una ferita inflitta all’ambiente ed alla salute nei giorni scorsi. L’ennesimo sfregio era rappresentato da un sospetto spandimento di finto compost sui terreni coltivati siti in località “Cinquevie”, al confine tra i Comuni di Acerra, Afragola e Caivano.

Un presunto fertilizzante contenente rifiuti macerati “spalmati” sui terreni agricoli, che richiedeva l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Napoli, agli ordini del Col.Italo Guardiani, che chiedevano anche l’ausilio dei tecnici dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale. Alla fine i Militari dell’Arma sequestravano un appezzamento grande quanto tre campi di calcio, quasi tre ettari di spazi.

Sulla vicenda interveniva anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che, una volta informato di quello che stava avvenendo, subito attivava le autorità competenti. Il terreno oggetto dello spandimento stava causando notevoli problemi ambientali per le esalazioni mefitiche che, da giorni, toglieva il sonno agli abitanti della zona nord-occidentale di Acerra.

Le esalazioni nauseabonde stavano colpendo soprattutto il rione Gescal e le abitazioni della zona Tappia. Il terreno sequestrato era stato coperto da uno strato marrone, una sostanza che andava analizzata in laboratorio. La zona veniva individuata dai Volontari Antiroghi, dopo un’intensa attività perlustrativa, seguendo la scia delle esalazioni, per poterne individuare la fonte.

Una volta individuata la sorgente dei cattivi odori e dopo aver allertato i Carabinieri, all’alba i Volontari Alessandro Cannavacciuolo, Vincenzo Petrella e Michele Pannella facevano volare un drone dotato di telecamera sul punto, in cui alcuni mezzi agricoli stavano spargendo sul terreno una sostanza scura. Poco dopo giungevano i Carabinieri del Noe i quali, dopo un’attenta ispezione, bloccavano le operazioni di spandimento del compost e sottoponevano a sequestro preventivo il terreno.

Sulla questione interveniva il presidente dell’associazione degli agricoltori “Ariamo” Nolano, secondo il quale “il terreno non si trova ad Acerra ma ad Afragola e gli agricoltori acerrani sono molto attenti alla correttezza della coltivazione e concimazione dei prodotti agricoli e rispettano tutte le norme, per avere prodotti sani e certificati. Inoltre sono stati gli stessi contadini locali a segnalare i miasmi alla Polizia Municipale di Acerra”.

Resta il fatto che, metro più o metro meno, il dramma dell’inquinamento causato dall’inciviltà e dal disprezzo delle regole continua. L’anno scorso, ad agosto, i Carabinieri Forestali bloccarono un altro spandimento di compost sospetto in località Calabricito. Anche in quel caso ci fu un sequestro, per il quale sta indagando la Magistratura.

Gli inquirenti riuscirono anche a risalire allo stabilimento, che aveva fornito la sostanza dall’odore insopportabile. Si trattava di un impianto privato di Giugliano. Lo stesso impianto che aveva fornito il compost sospetto anche per il terreno di località Cinquevie.

Intanto spuntava anche il nome di una ditta di Acerra, che si occupa di movimento terra e che, negli ultimi anni, si è lanciata nel business dei rifiuti. La stessa ditta avrebbe ottenuto ed ottiene ancora oggi appalti nei Comuni del territorio.

 

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