Il Comune combatte l’abusivismo, abbattendo anche un impianto affissionale autorizzato!!

Il mese scorso vi riferimmo di cumuli di rifiuti di varia tipologia, anche speciali, abbandonati (come al solito), nell’area destinata all’autoparco dei mezzi comunali (all’uopo trasformata anche in una “pescheria improvvisata”), a formare uno sversatoio abusivo.

Nel quale vi erano contenitori di vernici esausti, rifiuti solidi urbani non differenziati, tabelle pubblicitarie rimosse ed altro ancora. Pali in ferro e tabelle pubblicitarie, in particolare, erano provenienti dagli interventi di rimozione, eseguiti dagli addetti comunali, ai quali spesso hanno presenziato sia i poliziotti municipali, che l’Assessore Giovanni Di Nardo versione “capocantiere”.

In un primo momento le rimozioni riguardarono le aree periferiche del territorio cittadino. Poi si estesero anche all’area urbanizzata. Ovviamente il Comune, anche in questo caso, non ha rispettato un iter procedurale dovuto, che lo avrebbe tutelato. Infatti occorreva innanzitutto procedere con un censimento dei pali e degli impianti affissionali sia per stabilire, se l’attività che lo aveva in uso, l’avesse allocato lei o se tale struttura fosse già preesistente.

In secondo luogo bisognava accertare se l’opera, realizzata su suolo comunale, fosse abusiva e se, pertanto, fosse stato violato il DPR 380/2001. A quel punto occorreva procedere con un avvio del procedimento, nei confronti del titolare o gestore dell’attività, di cui il palo o l’impianto era al servizio, intimando allo stesso di procedere alla rimozione dell’installazione entro una data certa e di ripristinare lo stato dei luoghi e, di conseguenza, il decoro urbano (al netto della possibilità o meno di ottenere una sanatoria edilizia).

Scaduto il termine assegnato, il Dirigente competente avrebbe emesso apposita Ordinanza di demolizione dell’opera abusiva, da eseguirsi entro una data certa.

Trascorsa la quale il personale della Polizia Municipale, qualora avesse accertato l’inottemperanza dell’Ordinanza, lo avrebbe comunicato al Dirigente comunale, che avrebbe proceduto in danno, ossia la spesa sostenuta dall’Ente sarebbe stata addebitata al responsabile dell’abuso. Questo avrebbe anche messo il Comune nelle condizioni di chiedere al trasgressore, i costi sostenuti dall’Ente comunale, per smaltire quelli che, poi, sono rifiuti speciali e di evitare di provocare un danno erariale!!

Al di là dei risvolti penali della questione. Ed invece come si è proceduto? Alla carlona!! Ossia, per quanto è dato sapere, o si procedeva direttamente, nel caso in cui il proprietario dell’installazione non è stato rinvenuto (per vari motivi), o lo stesso acconsentiva alla rimozione della struttura, conscio di non essere in linea con le normative vigenti. Venendogli concesso, però, la possibilità di conservare la tabella pubblicitaria affissa al palo.

Ma, in qualche caso, è stato addirittura abbattuto un impianto affissionale, fornito di regolare autorizzazione rilasciata dal Comune; che recava sullo stesso una targa indicante il proprietario; che non era in condizioni fatiscenti e che non rappresentava pericolo per la pubblica e privata incolumità. Come quello che era allocato a via Pietrabianca (ma sembrerebbe non essere l’unico), riconducibile ad una ditta locale, che ha prodotto anche un esposto (al quale, nel mentre scriviamo, ancora non è stato dato riscontro) trasmesso, tra gli altri, al Segretario generale Maria Piscopo ed al Dirigente ad Interim della Polizia Municipale Vito Ascoli.

Con danni materiali dovuti non solo all’abbattimento dell’impianto, ma anche al mancato introito delle quote pubblicitarie versate alla ditta dalle varie attività, che utilizzavano l’impianto, per pubblicizzarsi.

Infine non spetta a noi, ma agli organi competenti verificare, che il posizionamento degli impianti affissionali, delle insegne, dei cartelli o degli altri mezzi pubblicitari sia stato effettuato in modo tale, da non influire sulla concentrazione dei guidatori, così come stabilito dall’articolo 51 del Codice della Strada.

 

Joseph Fontano

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