Accusò il Sindaco di mancata bonifica, che lo querelò. Ma è stato assolto

Con un post pubblicato su facebook nel 2016 accusò il Sindaco Raffaele Lettieri di non aver fatto nulla, per bonificare la discarica di Calabricito, interessata all’epoca dall’ennesimo e disastroso incendio e “che il comportamento omissivo ed inerte del sindaco ha aggravato lo stato dei luoghi”. Un invaso enorme stracolmo di rifiuti, che staziona nell’agro acerrano da almeno trent’anni.

Protagonista dello scritto l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, nei confronti del quale il primo cittadino presentò una denunciaquerela per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. Ne scaturì un procedimento giudiziario, culminato con un Decreto penale di condanna per diffamazione a carico dell’ambientalista, vale a dire con una sanzione amministrativa chiesta dal Pubblico Ministero della Procura di Nola e poi confermata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale.

Cannavacciuolo però ha reagito con forza. Ha voluto a tutti i costi, che la questione fosse approfondita. L’ecologista, attraverso il suo legale, l’avvocato Teresa Di Nuzzo, si è opposto al Decreto di condanna ed ha chiesto di essere processato “affinché la verità venga a galla”.

Ed era attesa per lunedì 25 maggio la sentenza del Tribunale di Nola (giudice monocratico Francesco Martucci Di Scarfizzi) su questa vicenda. Sentenza di assoluzione puntualmente arrivata e con cui il giudice ha stabilito “che il fatto non sussiste”. Visibile era la gioia degli ecologisti riuniti dinanzi al Tribunale nolano fin dalle prime ore del mattino.

Tra gli altri c’erano Enzo Tosti, il portavoce della Rete di Cittadinanza e Comunità, l’organismo che racchiude ed organizza tante associazioni e comitati della Terra dei Fuochi; Maria Muscarà, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle; don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di Pomigliano d’Arco e Vincenzo Petrella, dell’associazione Volontari Antiroghi. In campo anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, con un messaggio in cui si legge: “Ti siamo sempre vicini”.

“I fatti emersi oggi – aveva detto Petrella alla vigilia della sentenza – sostengono le tesi formulate all’epoca da Cannavacciuolo. Noi Volontari Antiroghi ovviamente crediamo nella giustizia, ci affidiamo ad essa e siamo fiduciosi, che ne uscirà assolto. Alessandro è un figlio di questa terra ed è una risorsa per la lotta contro i criminali ambientali.

Pertanto dovrebbe essere sempre difeso e certamente non attaccato o, peggio ancora, portato nelle aule di un tribunale”.

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