Tornano le messe in città, non la festa di San Cuono. La visita del Papa è solo rinviata

Le parole d’ordine sono gradualità nella ripresa delle celebrazioni religiose ed evitare gli assembramenti.  Acerra quindi si è preparata per il ritorno dei fedeli nelle chiese il 31 maggio prossimo, in occasione della domenica di Pentecoste, tenendo conto dell’orientamento del presbiterio, al fine di permettere alle comunità di prepararsi senza fretta, ad adempiere le prescrizioni previste dal Protocollo siglato tra Governo e Conferenza Episcopale Italiana, le cui disposizioni sono vincolanti per tutti. Monsignor Antonio Di Donna ha stabilito le misure di sicurezza da adottare nelle 7 parrocchie cittadine, facendo affiggere all’ingresso delle stesse le locandine con le informazioni essenziali per i fedeli, che partecipano alle celebrazioni.

La Conferenza Episcopale Campana aveva stabilito che, già a partire dal 18 maggio scorso, sarebbe stato possibile celebrare in presenza dei fedeli con “gradualità”.

Gradualità che il Vescovo ha preso come impegno di tutela massima della salute dei fedeli e dei celebranti. A sorvegliare che tutto proceda bene, penserà un piccolo esercito di volontari, che controllerà se i fedeli indossano le mascherine e li distribuirà tra i posti disponibili secondo una capienza massima.

La riapertura delle parrocchie cittadine è stata fissata per tutte, ad eccezione di quella dell’Annunziata, che riaprirà il I giugno.

Ad annunciarlo era, lo scorso 23 maggio, lo stesso Mons.Di Donna attraverso un videomessaggio, trasmesso sulla pagina facebook ed il canale YouTube della Diocesi di Acerra. Sono sospese le prime comunioni, le cresime, le processioni e la festa patronale di San Cuono e Figlio.

“Non sarebbe tollerabile assistere a feste, utilizzando le offerte, mentre aumenta il numero dei poveri” – dice l’alto prelato a proposito dei festeggiamenti che, negli anni scorsi, venivano organizzati per la ricorrenza del Santo Patrono della città.

Intanto domenica 24 maggio era il giorno, in cui era prevista la visita ad Acerra di Papa Francesco, in occasione del quinto anniversario dell’Enciclica “Laudato sì”, frutto del cammino che stavano facendo nove Diocesi campane più interessate dal dramma dell’inquinamento nella cosiddetta Terra dei Fuochi, con un incontro che doveva tenersi in città il 18 aprile, organizzato con la Commissione per la salute e la carità della Cei, per parlare di ambiente. Poi il Covid-19 ha bloccato tutto “anche se – precisa il Vescovo – questi appuntamenti sono solo rinviati ad un momento migliore. Infatti noi il 24 maggio abbiamo comunque ricordato in una celebrazione i 5 anni dell’Enciclica”.

Ed era lo stesso Pontefice, durante la messa dell’Angelus di domenica 24 maggio a piazza San Pietro, a confermare che “ad Acerra verrà, appena sarà possibile e che l’appuntamento è stato solo rinviato”. Di Donna inoltre sottolinea che “in questi mesi, afflitti dal coronavirus, l’inquinamento è di molto diminuito. Il mare ed i fiumi sono più limpidi, gli animali sono tornati nei loro habitat naturali e l’aria è diventata più respirabile.

Anche se ad Acerra le centraline hanno continuato a sforare e ciò deve farci riflettere. Non senza dimenticare la presenza sul nostro territorio dell’inceneritore ma, su questo tema, non vorrei ripetermi.

Ora che riprenderanno le attività – conclude il prelato – qualcuno paventa il rischio, che l’inquinamento possa tornare ai livelli pre-lockdown o anche peggio”.

Maria Luigia Feldi

 

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