Ricordando il Maestro Raffaele Di Costanzo

Dopo il maestro Giovanni De Falco, un altro lutto si è registrato nel mondo della Musica, ossia quello del Maestro Raffaele Di Costanzo. Due maestri di clarinetto, che tanto hanno contribuito alla diffusione dell’arte musicale in Acerra e non solo.

Accomunati dallo stesso destino, ambedue ebbero come guida alla loro carriera professionale due eccellenti maestri: Giovanni Di Costanzo e Giacomo Miluccio. Il compianto Raffaele, all’età di 8 anni, fu avviato dal padre allo studio del clarinetto e subito entrò a far parte della Banda musicale di Acerra, sotto la direzione del maestro Florindo Damiano, per oltre un cinquantennio.

All’età di 14 anni fu ammesso al Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli nella classe del maestro Miluccio, già primo clarinetto del teatro San Carlo. Furono anni di intenso studio alla ricerca di un continuo perfezionamento.

Negli 1967/1968 è vincitore di Borse di Studio del “Soroptimist Club” e della Rai di Napoli. E’ parte integrante di un quartetto di clarinetto, formato da allievi suoi compagni di classe.

Consegue nel 1970 con ottimi voti il diploma di clarinetto. L’anno successivo fa parte della Banda dell’Esercito (lì ritrova i suoi amici concittadini Vincenzo Panico e Clemente Pirozzi) sotto la direzione del maestro Amleto Lacerenza. Svolge una notevole attività concertistica, sia come solista che in gruppo da camera. Forma con la moglie Orsola D’Urso un duo clarinetto-pianoforte, riscuotendo consensi ed apprezzamenti ovunque.

Nel 1973 tiene un concerto per clarinetto con l’accompagnamento dell’orchestra “A.Scarlatti” di Napoli.

Nel 1975 è orchestrale aggiunto presso il teatro San Carlo. Dopo due anni di insegnamento di Educazione musicale nella scuola media, ottiene la cattedra di clarinetto presso il Conservatorio di Cosenza e poi di Salerno. Contemporaneamente collabora con la Civica Scuola di Musica “R.Sorrentino” di Acerra, riaperta dopo due anni sotto la direzione del Maestro Modestino De Chiara.

Nel 1981 ottenne la Cattedra di clarinetto al Conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli, che tenne per circa trent’anni, durante i quali si distinse per la serietà e lo scrupolo, riconosciuti dai colleghi e dalla folta schiera di allievi (tra i quali i nipoti Giovanni ed Antonio, continuando la tradizione familiare) che lo stimarono, in quanto videro in lui non solo il bravo didatta, ma anche “l’amico”, pronto ad aiutarli e ad incoraggiarli.

Trasmise l’amore per lo strumento, nonché l’impegno assiduo nello studio, il solo che può assicurare un futuro professionale. Affermava che non la presunzione, ma l’umiltà, è il vero “valore aggiunto” di un musicista.

Serietà, impegno, umiltà ed umanità: questo è il messaggio che il Maestro Raffaele trasmise a coloro, che si avvicinano all’arte musicale.

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