Azienda bufalina in fiamme, danni ingenti. Si segue la pista del racket

Un incendio, di origine dolosa sviluppatosi nella prima mattinata di domenica 17 maggio, distruggeva parzialmente il fienile dell’azienda agricola dei fratelli Castaldo, grande circa 2 mila metri quadri, iscritta alla Coldiretti ed ubicata in località “Varignano”.

Gli stessi che, qualche anno fa, denunciarono a Casoria (dove hanno due caseifici), un tentativo di estorsione da parte di un cartello criminale locale, ritenuto riconducibile alla frangia dei Moccia. Scattato l’allarme (mancavano una manciata di minuti alle 7:00), sul posto intervenivano i Vigili del Fuoco da Napoli, Nola ed Afragola.

Oltre alle autobotti, giungeva una speciale pala meccanica, utilizzata per tentare di rimuovere le pesanti balle di fieno, che facevano da vero e proprio carburante al fuoco. Naturalmente, in pochi minuti, giungevano anche i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna ed i loro colleghi della stazione di Acerra.

Ingenti i danni provocati dall’incendio di vastissime proporzioni, con circa 1700 balle di fieno biologico in cenere e 2 mila quintali di farinacei distrutti, oltre a tre macchine agricole tra seminatrici ed imballatrici. Ovviamente tutte le piste investigative erano al vaglio dei Militari dell’Arma, ma per quanto è stato possibile comprendere, uno degli operai addetti all’azienda agricola, intento ad occuparsi dei vitelli, avrebbe visto svilupparsi attorno al fienile una lingua di fuoco.

Se tutto questo trovasse conferma da parte dei caschi rossi è chiaro, che si è trattato di un atto dal chiaro ed inequivocabile sapore intimidatorio. Infatti l’ipotesi di un incendio per auto-combustione trova poco credito. Le operazioni di spegnimento duravano fino a pomeriggio inoltrato e, per fortuna, non si registravano vittime o feriti o danni agli animali.

Sul posto, a distanza di poco tempo dall’inizio dell’incendio, giungeva anche uno dei due titolari dell’impresa agricola, nata nel 1984, all’interno della quale vengono allevate poco meno di 800 bufale, regolarmente sottoposte a controlli veterinari, nel rispetto delle vigenti normative in materia di igiene e sicurezza, il cui latte serve ai Caseifici dei Castaldo, entrambi ubicati tra Casoria ed Afragola.

Da quanto trapelava, l’impresa sembra non essere assicurata contro questo tipo di eventi delittuosi. Per avere un quadro chiaro sull’inquietante incendio, bisognava comunque attendere, che gli uomini della sezione investigativa dei Vigili del Fuoco depositassero una dettagliata relazione.

Il fumo provocato dall’incendio, spinto dal vento, si spostava verso le vicine contrade di Pezzalunga e Gaudello.

Nel pomeriggio l’odore del fumo acre giungeva anche verso il centro città. L’incendio veniva ripreso dall’alto grazie al drone dell’associazione ambientalista Volontari Antiroghi di Acerra.

Probabilmente gli incendiari avranno agito, dopo aver fatto un accurato sopralluogo, utilizzando di notte il liquido infiammabile, per incendiare il foraggio, da alcune settimane sistemato sotto i grossi capannoni, per essere dato in pasto ai capi allevati.

Il Comune provvedeva a trasmettere una nota all’Arpac, per conoscere le modalità di realizzazione delle attività di salvaguardia della zona.

Tornando alle indagini, esse erano coordinate dalla Procura di Nola ed affidate ai Carabinieri della locale stazione, diretti dal Maresciallo Giovanni Caccavale, anche se si ha l’impressione, che la malavita locale si sia definitivamente risvegliata, dando vita ad un gruppo, forse giovanissimo, dedito alle estorsioni, per cercare di fare cassa.

 

Nino Pannella

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