Pacco, doppio pacco e contro paccotto. Quello di Lettieri, però.

(Articolo pubblicato in data 16.04.2020). La modalità con cui venivano gestiti i Buoni Spesa ed i pacchi alimentari, da erogare alle famiglie in stato di indigenza o di difficoltà economica, nell’ambito delle misure prese dal Governo centrale e da quello locale in piena emergenza coronavirus, rivela tutta l’incapacità dell’amministrazione comunale targata Lettieri, nell’affrontare una simile situazione. Tant’è vero che, nonostante che il Governo avesse trasferito, già il 30 marzo, nelle casse comunali la somma di 561.958,95 euro, i suddetti buoni spesa ancora non sono stati distribuiti!!

Addirittura solo 48 ore prima di Pasqua il Comune, che aveva ricevuto un elevato numero di istanze, ha incaricato una ditta per l’assistenza tecnico specialistica per la gestione online per l’erogazione del buono spesa.

E che la situazione in città già fosse esplosiva, lo testimoniavano gli assembramenti dei tanti nuclei familiari richiedenti le confezioni alimentari a piazza Duomo ed erogati dalla Caritas. Intanto altri Comuni (come Pozzuoli), che avevano ricevuto il finanziamento governativo, hanno già distribuito alle famiglie istanti i ticket spesa ben prima di Pasqua!!

Innanzitutto occorre partire dalla lettera datata 02.04.2020 ed indirizzata al primo cittadino ed al suo esecutivo, nella quale i Consiglieri Carmela Auriemma, Domenico Zito e Domenico Catapane scrivevano: “Con i 561.958,95 euro erogati, ora è possibile procedere ad una programmazione e realizzazione di alcuni servizi, nonché la possibilità di valutare ed adottare le varie misure di sostegno.

In primo luogo è necessario che gli uffici competenti procedano con urgenza, ad individuare risorse economiche dai capitoli di bilancio, che riguardino spese non necessarie o comunque non legati a costi fissi e dai capitoli di spesa che, prudenzialmente, sono stati maggiormente rimpinguati (come già fatto con Delibera di Consiglio comunale n.14 del 12.04.2019, con la quale si stanziarono quasi 140.000,00 euro per eventi “Il Gira-Castelli ndr” non previsti nel bilancio di previsione, approvato nel dicembre 2018, recuperando risorse dai capitoli di spesa).

Si intercettino altresì risorse non spese dello scorso bilancio, per aiutare le attività commerciali, che hanno subito la chiusura improvvisa e le famiglie maggiormente colpite. Con riguardo a queste ultime riteniamo importante, già da ora, organizzare una piattaforma permanente di solidarietà che possa garantire, al di là delle singole associazioni di volontariato e delle donazioni dei singoli cittadini, un’assistenza alle famiglie più deboli.

A distanza di quasi un mese dall’inizio del lockdown, il Comune non ha stanziato risorse proprie, ma si è completamente affidato a quelle della Caritas ed al servizio di alcune associazioni, che beneficiano di contributi privati. Ma il Comune deve iniziare a fare concretamente la sua parte, stanziando propri fondi”.

E si proponeva anche l’istituzione di un numero verde e di un ufficio pubblico, atto a dare tutte le informazioni relative alle misure di sostegno per lavoratori, famiglie ed imprese.

La nota si concludeva, ricordando al sindaco tutto fare “la necessità di coinvolgere le forze di opposizione nella gestione dei fondi governativi per l’emergenza alimentare, al fine di poter garantire la massima trasparenza e confronto nell’interesse della città”.

Appello che resterà purtroppo inascoltato. Nel frattempo venivano pubblicate sul portale del Comune le istruzioni per la presentazione della domanda, tesa ad ottenere il buono spesa. E qui iniziava la “Via Crucis” dei richiedenti.

Infatti, come evidenziato giovedì 9 aprile dal Consigliere Auriemma in un’altra lettera alla fascia tricolore, “molte famiglie locali non sono dotate di un computer, per poter presentare la domanda per i buoni alimentari, poco pubblicizzati”. Inoltre “è grave che, ad oggi, non siano stati resi pubblici i criteri di assegnazione dei buoni alimentari e che l’individuazione degli stessi avverrà dopo l’acquisizione delle domande.

Tutto ciò è una palese violazione del principio di imparzialità e di trasparenza della pubblica amministrazione. A tal fine le allego alcuni avvisi pubblici di altri Comuni, che già individuano i criteri di massima per l’assegnazione.

Ad oggi non è stata garantita né la celerità, né un mimino di trasparenza ed imparzialità”. E per velocizzare gli aiuti ed i sostegni alle famiglie in difficoltà, cosa faceva il Comune? Costringeva le stesse a procedere ad un’integrazione delle domande già presentate!

Incredibile!! La stessa professionista, poi, metteva il dito nella piaga, quando scriveva: “Rimarco la lentezza e la pesantezza burocratica, che ha caratterizzato e caratterizza tutto il procedimento di acquisizione dei buoni alimentari stanziati con fondi governativi e gli errori commessi nonostante le nostre proposte fatte pervenire 10 giorni fa”.

 

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