Buoni spesa, polemiche e proteste all’esterno del Comune. L’intervento delle Forze dell’Ordine

Adesso, relativamente all’articolo pubblicato in precedenza, gli sviluppi della vicenda buoni spesa si registravano lunedì 20 aprile, a seguito della pubblicazione della Determina n.485 di pari data, con la quale veniva reso noto l’elenco con i nominativi dei beneficiari ammessi al buono spesa. Dall’atto amministrativo si evinceva, che le istanze prodotte in autodichiarazione dai cittadini, tese ad ottenere il bonus alimentare, erano 2684, di cui 1957 venivano respinte e 727 accolte.

L’entità dell’importo assegnato era di 160,00 euro per ogni singolo componente appartenente al nucleo familiare, per un numero di destinatari pari a 2374 unità, per un totale dell’importo concesso di 375.520,00 euro (dei 561.958,95 euro assegnati dal Governo). Buoni spesa che sarebbero stati consegnati a casa tra giovedì 23 e venerdì 24 aprile. Non senza dimenticare però che, come da Ordinanza sindacale n.31, tutti gli esercizi commerciali erano sottoposti a chiusura nei giorni festivi, generi alimentari compresi. Quindi niente spesa sabato 25 e domenica 26 aprile!!

Salvo poi leggere sul portale del Comune venerdì 24 aprile (ma pubblicata solo in tarda serata) l’Ordinanza sindacale n.32 di revoca della n.31! Inoltre, per dare la possibilità, a coloro che non avevano inoltrato l’istanza nei tempi previsti dall’avviso pubblicato il 30 marzo questi potevano presentare, dal 24 al 26 aprile l’istanza, mediante chiamata telefonica al numero indicato.

Ma quella di martedì 21 aprile era una vera e propria mattinata di fuoco, visto che all’esterno della Casa comunale si verificava un prolungato e cospicuo assembramento di cittadini, adirati per aver preso atto della loro esclusione dall’elenco dei beneficiari.

Gli stessi volevano parlare con qualche Dirigente, per comprendere il motivo dell’esclusione chiedendo, al contempo, maggiori controlli sui beneficiari. Sul posto si portavano le Forze dell’Ordine che, a fatica, cercavano di riportare la calma tra i manifestanti, che parlavano di ingiustizia perché nell’elenco, a loro dire, “risultano persone, che non avevano bisogno del buono, mentre in tanti sono stati esclusi”.

Sono finiti i risparmi, non sappiamo come andare avanti e non ci è stato concesso il buono spesa – commentava uno dei cittadini, che non aveva goduto del sostegno – ma poi vedi la lista e ci trovi persone, che prendono il reddito di cittadinanza“. Non mancavano le polemiche anche tra chi aveva ottenuto il buono, dato che il suo nome era spiattellato sui social.

In altri Comuni hanno messo solo il numero di protocollo della domanda e le iniziali. Capisco che bisogna essere trasparenti, ma perchè una popolazione intera deve conoscere le mie difficoltà socio-economiche?” – commentava una beneficiaria.

Qualche ora più tardi arrivava un messaggio del sindaco sui social, in cui chiariva che “in data 3 aprile, all’avvio della procedura per l’individuazione dei beneficiari dei buoni spesa, ho chiesto di effettuare controlli e riscontri sulla veridicità delle dichiarazioni rese. Ed oggi, ad approvazione e pubblicazione avvenuta degli elenchi, ho chiesto di trasmettere l’elenco dei beneficiari alle forze di Polizia ed alla Prefettura“.

Sulla vicenda interveniva anche il Consigliere comunale Giulio Stompanato, che diceva: “Sono allibito da questa situazione. Da ieri sera ricevo decine di chiamate da persone, che non capiscono il motivo della loro esclusione, pur avendo tutti i requisiti. Ho già inviato un’email al Dirigente del settore, per capire quali criteri sono stati applicati. Credo che in momenti critici come questi, bisogna essere chiari con le persone, che hanno tutto il diritto di capire, come sono andate le coseLe persone hanno bisogno di un aiuto ed il Comune, con i soldi dello Stato, non si può tirare indietro“.

Sembrerebbe inoltre che una parte dei cittadini esclusi dalla graduatoria degli eventi diritto, in tarda mattinata, si sia recata anche presso la Cattedrale del Duomo, per chiedere un incontro con il Vescovo. Inutile dire, che i disordini creatisi all’ingresso principale del Comune coinvolgevano anche i cittadini, che si erano recati presso gli uffici aperti al pubblico, con disagi per chi era estraneo alla protesta.

Intanto dai primi controlli effettuati dagli uffici comunali sulle dichiarazioni rese dai richiedenti i buoni spesa erogati dal Comune, per aiutare le famiglie in difficoltà alimentare, emergeva che erano 2 le dichiarazioni rese e contestate a due persone, per le quali veniva avviato il procedimento amministrativo, mentre erano 5 quelle escluse dall’elenco dei beneficiari e 4 quelle che rifiutavano la consegna degli stessi buoni.

I controlli sulle dichiarazioni rese con autocertificazione sarebbero proseguiti nei giorni successivi.

I buoni spesa consegnati dall’Ente potevano essere spesi presso tutti gli esercizi convenzionati con la ditta “Edenred Italia” e non poteva essere applicata alcuna commissione sul valore del buono spesa, che restava di 20 euro per ciascun ticket e che lo stesso era spendibile anche sui prodotti in offerta.

 

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