Buoni spesa, la protesta finiva sulla stampa quotidiana. La replica del sindaco

La questione dei buoni spesa, con relativa pubblicazione dell’elenco con i nominativi dei beneficiari ammessi allo stesso (727 unità), mentre le istanze escluse erano 1957 ed i successivi momenti di tensione verificatisi martedì 21 aprile all’esterno della Casa comunale, dove si registrava un prolungato e cospicuo assembramento di cittadini adirati, finivano anche sulla stampa quotidiana.

Sulla quale si leggeva, tra l’altro: “Rivolta contro la graduatoria dei buoni spesa governativi. Ad Acerra decine di persone escluse sono scese in strada, per andare ad assediare gli ingressi del Municipio, rigorosamente chiusi a causa del pericolo Covid-19, violando in modo palese la legge, che vieta assembramenti e manifestazioni di piazza.

Avete fatto gli imbrogli, avete dato i soldi ai parenti ed agli amici dei politici, avete dato i buoni, a quelli che non ne hanno bisogno, ma noi abbiamo i frigoriferi vuoti” – le urla dei manifestanti, alcuni dei quali non indossavano neppure le mascherine anti-contagio. I capannelli della protesta – proseguiva ancora l’articolo – sono stati fronteggiati dai poliziotti del Commissariato di Polizia e dagli agenti della Polizia Municipale. Si è formata una folla scomposta sulle scalinate del palazzo comunale.

Per disperderla, i poliziotti sono stati costretti ad avvertire, che le sanzioni delle restrizioni anti-coronavirus includono la pena del carcere. Ma gli esclusi non hanno mollato per ore. Una chiara dimostrazione che il bisogno estremo ormai prevale anche sul rischio di contrarre un virus mortale. “Vogliamo chiarimenti” – la richiesta.

Intanto nel pomeriggio era arrivata la risposta del sindaco Lettieri su facebook in cui, tra l’altro, diceva: “Va detto che, grazie alla rigorosità in questa prima fase, abbiamo individuato veramente chi ha zero, in ossequio a quello che dice il DPCM. Grazie a questo lavoro ci sono delle economie, ossia circa 250 mila euro, che ci consentono di aprire ad una fase due, che terrà in considerazione, coloro che non hanno avuto possibilità di fare la domanda, perchè magari sprovvisti di strumenti informatici.

I nostri operatori contatteranno di nuovo i soggetti, che già hanno fatto domanda e sono stati esclusi, per assumere altri elementi di reddito, in modo da fare altre valutazioni, per consentirci di dare un sostegno, anche a coloro che stanno in una situazione differente, rispetto a quelli che hanno assolutamente zero. Perché siamo consapevoli, che chi ha una pensione di 500 euro e deve pagare il pigione, non può vivere…Ben vengano le segnalazioni, perchè le terremo in considerazione nelle prossime valutazioni.

Abbiamo fatto un elenco nominativo, che chiaramente non lede la privacy, perchè non ci sono elementi che fanno distinguo. Ci sono nomi e cognomi, ma non c’è la data ed il luogo di nascitaPerò ove mai qualcuno venisse a conoscenza di dichiarazioni falseci deve aiutare ad epurare la platea, facendo regolare denuncia.

Già abbiamo provveduto ad inviare agli organi di controllo la graduatoria. Ci risulta che la Regione Campania debba altri fondi.

I servizi sociali saranno impegnati, così come lo sono da sempre, a fare il censimento del disagio da Coronaviruschiaramente sosterremo ed aiuteremo tutti.

 

Maria Luigia Feldi

 

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