Auto in sosta prive di grattini, pioggia di multe dei Vigili Urbani. Scoppia la protesta

Riecheggiava in città (e non solo) per alcuni giorni, l’eco delle proteste di molti cittadini, sanzionati dagli agenti della Polizia Municipale, per la mancata esposizione dei titoli di pagamento sulle vetture in sosta negli stalli a pagamento in pieno coronavirus.

Giovedì 16 aprile, in particolare, i Vigili Urbani erano scatenati in lungo ed in largo per la città per contravvenzionare, in questo periodo particolare, chi non aveva apposto il grattino sull’auto lasciata sulle strisce blu presso casa. A coordinare la squadra di “penalizzatori” armati di tablet “dedicati” il comandante in pectore. Da settimane, resosi conto che all’interno del Comando della Polizia Municipale c’era un punto debole, dimenticandosi del suo ruolo politico (certamente non operativo), in una sola mossa metteva fuori gioco due persone.

Il Dirigente ad interim del corpo ed il Vice-Comandante dei caschi bianchi, assumendo il coordinamento operativo del corpo della Polizia Locale, arrivando a disporre anche la turnazione del personale.

Tornando alla ripresa delle sanzioni per violazione del Codice della Strada, ovvero al mancato pagamento della sosta negli stalli blu, per l’intero pomeriggio i poliziotti municipali rimanevano impiegati in quest’attività. Quanti erano i verbali elevati in giornata, di certo solo per fare cassa, era noto solo agli addetti ai lavori.

Ma in verità decidere di contravvenzionare, chi aveva parcheggiato, senza pagare il grattino, non sembra essere stata una buona idea. La riprova si aveva seguendo i social, dove si scatenava una bagarre e dove si vedeva (anzi si sentiva, visto che la persona che aveva filmato era stata ben attenta, a non mostrare il volto del Vigile fustigatore), l’agente della Polizia Municipale, incalzato dalle domande dell’automobilista imbufalito, richiedere al malcapitato di esibire l’autocertificazione, per giustificare la sua presenza in strada. Insomma possiamo tranquillamente affermare, che siamo ormai alle comiche.

Ed era forte la sensazione, che gli uomini della Polizia Locale abbiano dimenticato all’improvviso la realtà dei fatti. Un vero e proprio errore, soprattutto alla luce del loro ruolo.

Presa la palla al balzo, tre Consiglieri comunali di minoranza (Auriemma, Catapane e Zito) subito scrivevano al sindaco Lettieri, chiedendogli di adottare un provvedimento di sospensione della sosta sulle strisce blu e di procedere all’annullamento in autotutela delle sanzioni irrogate.

Difficile immaginare che Lettieri avrebbe fatto un passo indietro, tenuto conto che questa richiesta veniva dai Consiglieri di opposizione che, volendo o nolendo, sono gli unici ad essere una spina nel suo fianco. Intanto un cittadino evidenziava che “in tanti, non avendo un box auto e non recandosi al lavoro in questo periodo, con l’auto in sosta nelle strisce blu si vedono costretti a spendere oltre 10 euro al giorno di grattini per tutti i giorni della settimana, per un totale di 300 euro al mese”.

Aggiungeva, inoltre, che “se ora hanno chiesto alla popolazione di stare a casa e di scendere solo per motivi strettamente necessari, e poi si obbliga i cittadini a scendere, per fare il grattino con pericolo di assembramento, questo è assurdo.

Con il rischio, inoltre, di dover percorrere decine e decine di metri, qualora il parchimetro più vicino non funziona. Parcometro che non risulta sanificato, mentre il virus resiste a lungo sulle superfici. Perciò chiedo al Sindaco, di sospendere la sosta a pagamento, come hanno fatto altri Comuni, ad esempio Mugnano, Caserta, Giugliano ecc.”.

Tornando alla nota dei suddetti Consiglieri, nella stessa si legge, tra l’altro, che: “Da quando è iniziata quest’emergenza, in tantissime città si è disposta la sospensione del pagamento delle strisce blu. Acerra non lo ha fatto ma, ragionevolezza e buon senso, avrebbe dovuto portare ad una maggiore tolleranza da parte del Comune. Ma così non è.

Non ha senso, in questo momento, multare chi è sprovvisto di grattino perché, con l’avvio della quarantena, il traffico veicolare è pressoché eliminato e, quindi, non c’è la necessità di regolare la sosta selvaggia. Inoltre le famiglie, che già devono subire gravi perdite economiche, non possono affrontare ulteriori spese come quella di un ticket per l’intera giornata.

E poi si è in casa non per volontà, ma per rispettare provvedimenti restrittivi. Inoltre non si tiene conto, che il sanzionato dovrà uscire di casa e recarsi presso l’Ufficio postale, per pagarlo nei 5 giorni successivi. Insomma, irrogare le sanzioni per il mancato pagamento del grattino, in questo momento, ha un solo obiettivo: fare cassa in un momento di emergenza…”.

 

Nino Pannella

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