Al Comune nominato un volontario a capo dei “manipolatori” degli alimenti

Succede anche questo, ad Acerra, durante l’emergenza da coronavirus, ossia che la Dirigente alle Risorse Umane (nonché Dirigente ad interim della Protezione Civile), dopo aver consentito la distribuzione dei pacchi alimentari, senza il rispetto delle normative vigenti in materia, a tempo abbondantemente scaduto e dopo il blitz dei Carabinieri del Nucleo Anti-Sofisticazione di Napoli (e relativa sparizione del pesce congelato manipolato nell’autoparco comunale), faceva una doppia disposizione di servizio, a distanza di tre giorni ciascuna, per individuare gli addetti alla manipolazione.

Il coordinamento degli stessi addetti e la responsabilità del servizio è stata affidata ad un volontario in forza al nucleo comunale di Protezione civile.

Insomma, una vera e propria follia, tenuto conto che nell’elenco appaiono i nomi di agenti della Polizia Municipale, di messi notificatori, dell’autista del sindaco e finanche il nome del responsabile dell’Ufficio della Protezione civile comunale. Una situazione sulla quale c’è molto da meditare.

Da una prima analisi ora è abbastanza chiaro, che nei giorni scorsi i 2000 pacchi contenenti alimenti (ai quali se ne aggiunsero, pochi giorni dopo, altri 550, per un ulteriore somma di 11.775,77 euro, acquistati sempre presso la stessa ditta fornitrice, ossia “La Nuova Tirrenica”), sono stati consegnati agli aventi diritto da personale privo di ogni specifica autorizzazione, con particolare riferimento all’attestato di formazione in materia di Igiene degli Alimenti, rilasciato da parte dell’Ufficio Asl competente.

Insomma, in modo fuorilegge, mettendo a rischio l’incolumità di chi lo riceveva e di chi lo consegnava. L’assurdità, infine, è stata quella di individuare in un volontario il responsabile del servizio, mortificando gli stessi dipendenti comunali, che dovrebbero dar conto ad un volontario del lavoro svolto.

Tutto sommato non c’è nulla da meravigliarsi, visto e considerato che ad Acerra le leggi sono interpretate per gli amici ed applicate per i nemici. Basta considerare alcuni esempi, per avere una minima idea.

Si mettono in quarantena i giornalisti, facendoglielo comunicare dal proprio medico curante; i volontari del Nucleo comunale di Protezione Civile non possono essere iscritti ad alcuna associazione di volontariato; i poliziotti municipali vengono impiegati in operazioni di ordine pubblico, senza avere la necessaria qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza; si elevano verbali, utilizzando gli impianti di videosorveglianza non omologati a ciò.

Inoltre: il Dirigente della Polizia Locale è un Dirigente a tempo determinato ed è in dotazione extraorganico; il capo della Polizia Locale non è stato mai nominato dal Sindaco ma resta al suo posto; l’amministrazione non chiude il procedimento per l’individuazione del Comandante-Dirigente della Polizia Municipale e si assume al Comune, a tempo determinato, la moglie di un Consigliere comunale di maggioranza. Ci sarebbero ancora tante cose da evidenziare.

Ma purtroppo, dinanzi a tutte queste anomalie, sembra esserci un silenzio tombale sia da parte delle Forze dell’Ordine, che della stessa Magistratura nolana che, da tempo, sembra aver ricevuto diverse denunce, rimaste però tutte senza esito.

 

Nino Pannella

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