Rifiuti indifferenziati sversati in zona Pip: il Comune spende 35 mila euro per rimuoverli

Sull’ultimo numero riferimmo dello sversamento illecito di rifiuti, all’inizio non ancora ufficialmente identificati, in località Marchesa, nella locale zona Pip, praticato per mesi presumibilmente da alcuni dipendenti comunali del servizio Manutenzione e Verde Pubblico (sembra, però, solo relativamente all’erbaccia diserbata) e ripetuto anche nella mattinata di mercoledì 26 febbraio. Solo che quella volta, a piombare sugli ignari dipendenti, furono gli ambientalisti dei “Volontari Anti-roghi”, che documentarono il tutto e che fecero intervenire sul posto i Carabinieri della locale stazione.

Nello specifico i giovani filmarono l’automezzo comunale, nel mentre sversava l’erbaccia diserbata lungo alcune strade. Un cumulo di erbaccia, che andava ad aggiungersi ad altri cumuli già ivi abbandonati, contenenti però rifiuti di varia tipologia non differenziati, a formare una vera e propria discarica abusiva, che si estendeva per alcune centinaia di metri.

Nel video divulgato sui social e che, in poche ore, divenne virale, Alessandro Cannavacciuolo precisava che “durante un’attività di controllo del territorio aveva preso atto di tale cattiva gestione dei rifiuti e dello sversamento illecito degli stessi, contestandolo agli addetti comunali”.

I quali riferivano, “di essere stati incaricati a fare ciò dal Comune”. Pertanto contattarono i Militari dell’Arma i quali, giunti sul posto, presero atto della situazione ed invitarono gli ambientalisti a recarsi in Caserma, per riferire il tutto e per depositare le prove raccolte. Ambientalisti che chiedevano, che gli inquirenti accertassero le responsabilità per quanto accaduto.

Ricordando altresì, che tali cumuli di rifiuti, potevano essere dati alle fiamme da ignoti, visto anche l’approssimarsi della stagione primaverile/estiva”.

Poco dopo l’area venne sottoposta a sequestro preventivo dai Carabinieri, in attesa delle decisioni che avrebbe assunto il Pubblico Ministero della Procura di Nola, in merito alla conferma o meno del sequestro preventivo. Militari dell’Arma che, nel frattempo, chiedevano alle autorità competenti, di caratterizzare i materiali accatastati a piccole collinette sul terreno sequestrato.

Sequestro dell’area poi confermato dal Pubblico Ministero con apposita Ordinanza in data 10.03.2020, con nomina a custode giudiziario del Segretario generale Maria Piscopo. Che chiedeva, quindi, il dissequestro temporaneo dell’area per 30 giorni, poi disposto dal PM, al fine di consentire la rimozione dei rifiuti ed il ripristino dello stato dei luoghi.

Anche perché la presenza dei rifiuti (erbacce e fogliame, intrisi di rifiuti urbani di varie tipologie) poteva comportare, come al solito in tali casi, il fenomeno dello sversamento illecito di rifiuti nella stessa area. Pertanto il Comune, per ripulire un’area di sua proprietà, incaricava una ditta di Montesarchio (BN), di procedere alla caratterizzazione, rimozione e smaltimento dei suddetti cumuli di rifiuti. A quanto ammonta la somma prelevata dalle casse comunali per tale incarico?

A 34.770,00 euro, come si evince dalla Determina dirigenziale n.377 del 19.03.2020. Nella speranza che sia adesso la Magistratura, ad accertare le eventuali responsabilità e ad indicare gli autori di tali sversamenti illeciti. Nei cui confronti potrà rivalersi il Comune, addebitandogli la spesa sostenuta.

 

Joseph Fontano

 

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