Raffaele Lettieri ai tempi del coronavirus

Era un Raffaele Lettieri versione “anti-virus”, quello che scendeva in campo nelle scorse settimane a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza da coronavirus. Al di là delle riunioni operative e dei tavoli tecnici svolti, colpivano i maxi-manifesti colorati fatti affiggere in città sui tabelloni destinati al referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari, ormai rimandato in autunno.

E tra i manifesti, che riproducono un primo cittadino dal volto serissimo ed aventi lo scopo di informare e comunicare alla popolazione sui corretti comportamenti da tenere, per arginare il diffondersi del contagio e costati 2800,00 euro, ne spicca uno in particolare.

Quello in cui il sindaco invita “ad evitare di recarsi ai centri commerciali, ma di comprare invece nelle botteghe sotto casa”. Peccato che spesso le botteghe sotto casa, verso le quali ci indirizza la fascia tricolore, si presentano con la merce esposta sui marciapiedi, agli agenti atmosferici ed agli scarichi dei veicoli in transito!! E non è l’unico caso.

Per non parlare dell’altro messaggio contenuto nel manifesto, che testualmente recita: “Le persone anziane o con patologie pregresse, evitino uscite non strettamente necessarie”. Ma come, sta invitando ad uscire, quando non è strettamente necessario? E’ evidente, che nella frase manca un se prima del non, Ma purtroppo queste sono le magre figure in cui si incorre, quando ci si affida a persone dal livello culturale approssimativo. E nemmeno l’Ufficio Staff del sindaco, di recente “irrobustito” con altre unità regolarmente retribuite, hanno supportato Lettieri in questa circostanza?

Non mancano poi le autobotti, immortalate anche sulla pagina facebook del sindaco dei video-monologhi, che attraversano le strade cittadine, irrorando sulle stesse acqua frammista ad agenti antibatterici. Bene.

Ma oltre alle sedi stradali, lungo le quali procedono i veicoli, non vanno sanificati ed igienizzati, magari durante le ore notturne, con l’utilizzo delle lance, anche gli arredi urbani ed i marciapiedi, lungo i quali camminano i pedoni, che poi fanno ritorno alle proprie abitazioni?

Ed invece sui marciapiedi non viene irrorato proprio nulla, come da rilievo fotografico pubblicato sulla pagina facebook del primo cittadino!! Eccezion fatta per le strade più anguste.

E chiudiamo con una chicca, che vede protagonista il fiore all’occhiello del sindaco, ossia il Comando della Polizia Municipale. Di cui due agenti, martedì 10 marzo, imponevano la chiusura di un tabaccaio, in nome del Decreto ministeriale sulla chiusura delle attività, nonostante che il titolare dimostrasse, carte alla mano, l’autorizzazione a restare aperto rilasciata a tutti i tabaccai.

Risultato? Locale chiuso; tempo e denaro perso; dietrofront degli agenti dopo qualche ora e comunicazione al titolare, con tanto di scuse, che poteva riaprire l’attività. Titolare che, però, era già a casa!!

E poi, se i controlli alle persone presenti in strada costringevano il personale ad un sensibile incremento del loro lavoro, perché proprio in quei giorni molti poliziotti municipali venivano messi in ferie dal loro Dirigente? Mistero.

 

J.F.     

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