La situazione già è gravissima. Ma adesso è necessario non renderla peggiore

Da settimane conviviamo con tutti gli effetti nefasti provocati dal maledetto coronavirus. Con particolare riferimento a quelli sanitari e a quelli economici. Che hanno travolto sia i colossi produttivi mondiali, che i piccoli negozi di vicinato. E che hanno cancellato anche quelle già magre risorse, con le quali realizzavamo questo giornale.

Ma la richiesta avanzataci dai nostri lettori (sulla scorta di quanto sta accadendo ai quotidiani), di continuare a riceverlo a casa, senza dover uscire; la disponibilità palesata dalla tipografia e la necessità di dover divulgare alla cittadinanza una serie di “fatti e misfatti”, ci inducono a procedere lungo il nostro percorso informativo.

Che, purtroppo, deve documentarvi un’amministrazione comunale non all’altezza del momento che stiamo affrontando e di un sindaco, che produce in successione una serie di video-monologhi propagandistici; una serie di atti errati; che litiga con una parte dell’opposizione e con il mondo del volontariato; che implementa il suo ufficio staff (con esborso di denaro pubblico), proprio quando il Comune è inaccessibile!!

Un Lettieri ormai attore “rodato”, che passa dall’accensione del cero pasquale in un cimitero deserto, al capeggiare un lungo corteo serale di auto della Polizia Municipale (si dice che c’erano meno vetture, quando arrestarono Zagaria).

Dal bloccare di nuovo il Corso Italia con i Vigili Urbani, per farsi fotografare al centro dello stesso con i lavoratori della ditta che raccoglie i rifiuti, al farsi riprendere accanto ai pacchi con il “Pesce d’Aprile” (leggi di seguito).

Acerra invece aveva bisogno che il sindaco: sospendesse il pagamento dei tributi locali fino a fine emergenza, così come accaduto in altri Comuni (Marigliano, Qualiano, Capri, Casalnuovo, Mugnano, Baronissi ecc.) e così come richiestogli dai Consiglieri Auriemma, Zito e Catapane.

Che non impiegasse settimane, per distribuire agli aventi diritto i Buoni Spesa, dopo aver ricevuto dal Governo, fin dal 30 marzo, la somma di 561.958,95 euro.

Che reperisse in un Bilancio, che vanta di godere di buona salute, risorse utili a favore delle attività commerciali ormai chiuse e delle famiglie in difficoltà. Che mettesse in campo misure di igienizzazione e sanificazione concrete, come quelle citate nelle pagine interne (e con relativo calendario divulgato alla cittadinanza).

Ed invece abbiamo assistito: alla “revoca” del bando per il reclutamento di volontari da iscrivere nel gruppo comunale della Protezione Civile; al caos sorto sulla questione pacchi alimentari; all’emanazione di una serie di Ordinanze sindacali o non chiare (vedi la n.15) e poi riproposte (vedi la n.28, costata intanto un’ingiusta denuncia formulata dai poliziotti municipali ad una Dirigente di un Ufficio Postale) o sbagliate (vedi la n.20) e poi rettificate (vedi la n.21).

La numero 20, in particolare, comportava una nuova regolamentazione della circolazione stradale su alcune arterie comunali, con l’apposizione di barriere modello new jersey. Ma non solo le barriere venivano installate il giorno 27 (mentre l’Ordinanza era vigente dal giorno successivo) ma la stessa, con valenza fino al 14 aprile, recitava che “il divieto di transito era agli autoveicoli con eccezione per: Forze dell’Ordine; Mezzi di Soccorso e di trasporto autorizzati e residenti.

Ma una volta davanti alle barriere, come facevano queste categorie autorizzate, ad attraversare i blocchi di cemento? Forse volando?

E nessuno degli addetti ai lavori, quantunque regolarmente retribuito, si accorgeva di tale errore, onde evitare al “divo dello schermo” una magra figura!!

E le critiche di un quotidiano che, in un articolo, tra l’altro riportava: “…In più c’è un pericolo ovvero, tenuto conto che i mezzi di soccorso (principalmente le autoambulanze) possono raggiungere il territorio di Acerra, anche passando da Caivano, in caso di necessità e per colpa delle barriere, i soccorritori (molti dei quali non conoscono le strade cittadine) sono costretti a fare un giro largo, perdendo minuti essenziali per la tutela e l’integrità della vita”.

Solo a seguito dell’intervento del sottoscritto, veniva emessa l’Ordinanza di rettifica a quella precedente.

Glissiamo, poi, su quanto accaduto in pieno centro storico, dove si registrava una scena, come quella nella foto, dopo che il sindaco aveva riferito di un’altra persona risultata positiva al Covid-19. Anche se, in questo caso, le parole del primo cittadino, lungi dall’essere lesive, sarebbero state male interpretate. Comunque è evidente, che l’invito a starsene a casa, vale anche per i primi cittadini.

 

Joseph Fontano

 

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