Polizia Municipale, agente “condannato” a 4 ore di sospensione dalla Commissione disciplinare!!

Di nuovo riflettori accesi sul Comando della Polizia Municipale, questa volta per la vicenda dell’agente “spedito” dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari (UPD), di cui riferimmo il mese scorso. Commissione convocata il 14 febbraio scorso, dinanzi alla quale ci finiva un agente della Polizia Locale neo assunto, nei confronti del quale era stato attivato il procedimento disciplinare, a seguito di contestazione poi trasmessagli.

I fatti risalirebbero allo scorso 18 gennaio, quando gli agenti addetti al controllo del sistema di videosorveglianza stavano dando ausilio ad una pattuglia impegnata per i controlli dei veicoli. La “colpa” dell’agente, che faceva parte della pattuglia (tutti sempre rigorosamente disarmati), era quella di dare le spalle (!?) ai suoi colleghi, mentre questi controllavano un veicolo e poi, in quanto distratto, usava il telefono cellulare.

Sempre gli agenti della famigerata “control room”, in un secondo momento, avvertivano il neo poliziotto municipale, che stava sopraggiungendo un motorino, il cui conducente era privo del casco protettivo. Ma nonostante l’avvertimento, questi non riusciva a fermarlo al posto di controllo. Il tutto sarebbe poi stato rappresentato all’agente addetta al coordinamento delle pattuglie.

Redatta la relativa relazione, affinchè si valutassero gli eventuali provvedimenti da adottare per il comportamento tenuto durante il servizio, questa veniva trasmessa al Vice-Comandante Domenico De Sena. Dalla data di notifica della convocazione dinanzi alla Commissione disciplinare, composta dal Dirigente ad interim della Polizia Locale Vito Ascoli; dal dott.Giuseppe Gargano (subentrato al posto di Gennaro Cascone) e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente), l’agente aveva venti giorni di tempo, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o presentare memorie, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte.

Assistito, in ciò, eventualmente, dal proprio legale. A rigor di logica si profilava una vera e propria “stangata” per il giovane agente. Difatti l’UPD, che è composto dai Dirigenti comunali interviene, quando siamo in presenza di un reato reiterato o afferente al fenomeno dell’assenteismo e quando le sanzioni, che si intendono irrogare ai dipendenti, sono superiori ai 10 giorni di sospensione dal servizio!!

Tra i punti salienti della memoria difensiva inoltrata all’UPD dal legale dell’agente c’era “il ritardo, con il quale gli era stata trasmessa la nota oggetto della contestazione, che non gli aveva permesso di poter approntare la propria difesa e giunta dopo quasi un mese dalla stessa contestazione”.

Mancata indicazione della data a cui i fatti contestati si riferiscono e genericità ed incompletezza della descrizione dei fatti contestati, erano i due punti salienti dell’azione difensiva intrapresa dall’avvocato. “Dalla lettura delle doglianze parrebbe contestato l’utilizzo del telefono cellulare, visto come strumento di distrazione.

Telefono, però, dato in dotazione dall’Ente durante tutti i turni di servizio, quale strumento di lavoro e non di diletto e portato sempre con sé, per contestare in tempo reale le violazioni al Codice della Strada e comunicare con la centrale operativa. Come si può desumere dall’apposita applicazione presente sul dispositivo”.

Circa la contestazione del mancato fermo di un motorino condotto dal conducente privo di casco protettivo l’agente, dopo essersi chiesto quando e quale suo collega, avrebbe fatto la segnalazione da lui disattesa, precisa che “erano presenti al momento del fatto altri colleghi in posizione migliore, per effettuare il fermo o comunque sul cui intervento era plausibile fare affidamento, in quanto posizionati, in modo da rendere tutte le operazioni sicure soprattutto per gli altri automobilisti marcianti…”.

Ed è così che, alla luce di quanto esposto, il legale del poliziotto locale ribadiva l’assoluta nullità e/o inefficacia, genericità della contestazione e pertanto chiedeva la decadenza del provvedimento, chiedendo che la procedura disciplinare venisse archiviata.

Risultato? L’agente veniva “condannato” alla multa pari a 4 ore di retribuzione!! Non è ancora dato sapere, se il poliziotto municipale presenterà ricorso avverso la decisione assunta, cercando di far valere le proprie ragioni e chiedendo l’annullamento del provvedimento.

Che potrebbe risultare viziato da illegittimità visto che, se la sanzione è inferiore ai suddetti 10 giorni, ad irrogare la stessa dev’essere, in questo caso, il Dirigente del settore.

A luglio 2019 una simile sanzione fu comminata ad un Ufficiale della Polizia Municipale, “reo”, forse, di non aver svolto bene il proprio lavoro.

 

Joseph Fontano

You May Also Like

About the Author: Redazione

eXTReMe Tracker