Piano Urbanistico comunale, il Comune ricorre contro la bocciatura della Città Metropolitana

Riflettori ancora puntati sull’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro.

Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, era stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri. La voluminosa Delibera (la n.53 del 03.04.2019), composta da oltre mille pagine, doveva essere approvata dal Consiglio comunale, completando tutto l’iter entro un anno, dopo aver acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli. Che si espresse il 27 dicembre scorso, attraverso la Determina dirigenziale n.9878/2019, bocciando di fatto il Piano.

“Non è coerente alle strategie a scala sovracomunale – si legge, tra l’altro, nell’atto amministrativo – a causa di un eccessivo consumo di suolo attualmente agricolo senza una motivata giustificazione di tale surplus”. Una vera e propria doccia fredda per l’esecutivo targato Lettieri che intanto annunciava, con il solito modus propagandistico, che “il Comune è pronto a recepire le indicazioni della Città Metropolitana sulla proposta del Puc, senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”.

Un modo, insomma, di rendere la pillola meno amara e di far di far passare lo “schiaffo” della Città Metropolitana come una carezza.

La novità, adesso, è rappresentata dalla Delibera di Giunta n.27 del 27.02.2020, con la quale il Comune si è costituito in giudizio, ricorrendo all’organo giurisdizionale, avverso la suddetta Determina dirigenziale dell’Ente di piazza Matteotti, al fine di tutelare i propri interessi e le proprie ragioni. Atto amministrativo che non specifica nemmeno, a quale organo giurisdizionale il Comune presenta il ricorso!! Non resta, dunque, che attendere, che la giustizia amministrativa faccia il proprio corso.

Intanto è cosa nota, il passaggio sottoscritto dai tecnici nella relazione istruttoria (Architetti Serena Materazzo e Luigi Saviano), secondo i quali: “dagli elaborati del Puc è emerso, che la localizzazione dei nuovi insediamenti è prevista principalmente nelle aree agricole periurbane, che vanno invece salvaguardate per la loro funzione strategica di frangia e per la realizzazione di corridoi ecologici, anche per consentire il passaggio di flora e fauna.

Al contrario – scrivono ancora i due tecnici – non sono state prescelte le aree di insediamento urbano prevalentemente consolidato e le aree di consolidamento urbanistico e di riqualificazione ambientale presenti sul territorio comunale e che, da quanto emerge dagli elaborati cartografici prodotti dal Comune, non sembrano presentare caratteristiche di saturazione del costruito”.

Dinanzi a tali concetti, al fine di “recepire senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”, i redattori del Piano dovranno tornare a lavorare parecchio. E ciò per evitare, che quest’importante strumento urbanistico, già abbondantemente rivisto e rivisitato nel corso degli anni, torni a scadere.

Resta il giallo del Ruec (Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale), di cui i tecnici della Città Metropolitana dichiarano “la non rivedibilità sul sito ufficiale del Comune”. Insomma un mistero del mistero, già portato alla ribalta nei mesi scorsi dal Consigliere Carmela Auriemma, che scrisse al Dirigente della Città Metropolitana, chiedendo di fare luce sulla vicenda. Nota trasmessa anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Consigliere che, in più occasioni, ha fatto notare che sono state trattate le osservazioni, senza conoscere il Regolamento urbanistico. Secondo alcuni è stato tenuto nascosto per mesi in un cassetto al secondo piano. Inoltre il Puc approvato nell’aprile del 2011 calcolava per i prossimi 10 anni, ovvero fino al 2021, un fabbisogno abitativo per Acerra di quasi 3 mila unità abitative.

Nel corso di questi “appena 9 anni”, da una serie di censimenti effettuati è emerso, che il Puc non ha tenuto conto dei quasi 4 mila sottotetti “abusivi”. Una valanga di abitazioni realizzate tutte negli anni precedenti, soprattutto nel quartiere Spiniello.

Intanto gli unici che stanno mostrando attenzione sul Piano sono i Consiglieri Domenico Tardi ed Auriemma, che, a più riprese e senza tanti giri di parole, hanno lasciato intendere, che sul nuovo Piano ci sono interessi di diversi colleghi e del primo cittadino, alcuni dei quali avrebbero provveduto ad acquistare lotti di terreno agricoli (intestandoli fittiziamente a soggetti terzi), nell’attesa che il nuovo Puc li renda edificabili.

Insomma una vera e propria speculazione edilizia, che merita l’attenzione della Magistratura nolana, viste le dichiarazioni pesanti fatte sui social a larga diffusione. Da ricordare anche la nota dei suddetti Consiglieri trasmessa, tra gli altri, all’Assessore all’Urbanistica Di Nardo ed al Dirigente al settore Arch.Martone, nella quale sottolineavano le varie criticità evidenziate dalla Città Metropolitana.

Tra le quali emergono anche la mancanza del Piano di Zonizzazione Acustica; la mancata analisi, valutazione e censimenti dei dati alla base delle valutazioni del fabbisogno decennale degli Insediamenti Produttivi di Interesse Locale ed Attività Terziarie ed il mancato aggiornamento del numero degli edifici destinati a tali utilizzazioni, fermo al censimento Istat 2011 pari a 741 edifici.

You May Also Like

About the Author: Redazione

eXTReMe Tracker