Papa Francesco in visita ad Acerra il 24 maggio prossimo tra drammi e speranze

Era lo scorso 8 febbraio, quando dall’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi di Acerra arrivava il comunicato stampa, nel quale si leggeva che “a cinque anni esatti dalla Lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, Papa Francesco sceglie di celebrarne l’anniversario il prossimo il 24 maggio ad Acerra, proprio al centro di quei territori inquinati tra Napoli e Caserta, sorvolando i quali, nel 2014 – ha detto il Pontefice in un libro intervista – fu «un fatto puntuale», che «mi commosse, e da allora, fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta».

Il Santo Padre, dopo aver attraversato la Città, incontrerà i Vescovi, i parroci, i Sindaci dei Comuni della “Terra dei fuochi” ed una rappresentanza di famiglie, che hanno registrato al loro interno vittime dell’inquinamento ambientale. Seguirà la concelebrazione eucaristica in piazza Calipari, nel quartiere Madonnelle e la preghiera “Regina caeli”. Subito dopo il Santo Padre farà rientro in Vaticano.

“La presenza di Papa Francesco nelle nostre terre e, in particolare, nella nostra Diocesi, è una «grazia speciale» – dichiara il Vescovo Antonio Di Donna – perché il Papa viene ad ascoltare insieme ai Vescovi, soprattutto delle Diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente e per ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia.

La visita è perciò per noi un evento storico, che ci riempie di gioia. Un’iniezione di fiducia e di speranza per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia. E di sicuro darà nuova linfa al cammino, che le Diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo per educare i cristiani alla giustizia, alla pace ed alla salvaguardia del creato» – aggiunge il presule, per il quale il quinto anno della Laudato si’ ad Acerra è, però, anche un’esortazione a «verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento».

La visita del Papa è, infine, «un forte appello alle Istituzioni, perché finalmente venga fatta verità nei nostri territori e, soprattutto, venga garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, che ponga al centro l’uomo, il suo sviluppo integrale, compatibile con la fondamentale ed originaria vocazione agricola, archeologica e turistica» – conclude monsignor Di Donna, invitando «tutti a pregare» per questo «momento speciale di grazia».

I veleni che uccidono la Campania felix; le piramidi sterminate di ecoballe tra Villa Literno e Giugliano; i rifiuti interrati e le terre mai bonificate. Queste sono le ragioni, che stanno alla base della visita del Pontefice, al quale hanno riferito di frutteti perduti, di vite spezzate, di discariche abusive e degli affari dei clan. Terre dove vorrà far sentire con forza le sue parole importanti.

Il Papa, attraverso la sua presenza carica di forza simbolica, vuole incontrare, ascoltare, dare speranza e richiamare le Istituzioni al senso di responsabilità. Ad Acerra, che sarà Diocesi delle Diocesi, riferimento per 51 Comuni della provincia di Napoli e Caserta, capitale dei dimenticati.

Oltre ad essere stata già la città del “triangolo della morte” (definizione utilizzata nel 2004 dalla rivista The Lancet Oncology in uno studio sull’incidenza dei tumori nella zona con Marigliano e Nola); quella dei fanghi industriali di Porto Marghera, smaltiti illecitamente; quella della diossina; dell’ex Montefibre ed ora dell’unico inceneritore presente in Campania.

Oltre ad essere quella dei sistematici roghi estivi e delle periferie stracolme di rifiuti di varia tipologia. Troverà tutto questo Papa Francesco, di cui però è molto informato. Intanto l’annuncio dell’arrivo in città del Papa è stato accolto come un sollievo dagli ambientalisti, che tutti i giorni denunciano i tanti reati ambientali, che si consumano in queste zone martoriate.

Sollievo ed emozione anche per i genitori dei bimbi uccisi dal cancro. Per don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, “la visita del Papa è il frutto di un percorso che abbiamo fatto, cominciando da zero, pagando un prezzo alto, venendo accolti dal Pontefice a Roma ed ora ospitandolo qui. E’ la chiusura di un cerchio”.

In trepidazione anche i “Medici per l’Ambiente”, con il tossicologo-oncologo Antonio Marfella, che dice: “Non è possibile che le istituzioni regionali denuncino l’eccesso di mesotelioma senza essersi preoccupati, per cinque anni, di realizzare un solo impianto per lo smaltimento dell’amianto”.

 

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