Bilancio, Auriemma riceve risposte “parziali” ai milioni di euro di debiti dovuti dal Comune

“In sostanza i Comuni recuperano con la tariffa il costo complessivo del ciclo di gestione dei rifiuti e quindi si sostituiscono anche alla Sapna, per recuperare la quota che spetta ad essa.

I Comuni, per legge, avrebbero dovuto versare alla Sapna le sue spettanze, nel giro di pochi giorni dalla riscossione delle tariffe. Ebbene, molti Comuni non lo fanno. Nell’esaminare il bilancio della Sapna, ho riscontrato che anche il Comune di Acerra figura come Ente debitore nei confronti della società provinciale!! Ho chiesto quindi ai Dirigenti competenti chiarimenti. Ma vi dico, per certo, che le posizioni debitorie del Comune non finiscono qui”.

E’ con queste parole, che il Consigliere comunale Carmela Auriemma concludeva, sullo scorso numero, la sua disamina (iniziata già nei mesi scorsi, ma non ancora terminata) sulle varie posizioni debitorie dell’Ente di Viale della Democrazia nei confronti di soggetti ben specificati e, nel caso di specie, della Sapna, ossia della società provinciale che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti.

Ed in effetti, in data 6.2.2020, la professionista scriveva al Dirigente del settore Igiene Urbana S.Pallara; al Dirigente ai Servizi Finanziari G.Cascone ed al Segretario generale M.Piscopo, evidenziando che aveva riscontrato una serie di crediti verso terzi, da una nota allegata al bilancio, in cui la Sapna precisa che nella citata “voce di crediti verso terzi”, rientrano anche quei crediti oggetto di contenziosi giudiziari contro i Comuni debitori.

E chiedeva contezza di ciò. Ebbene, lunedì 10 febbraio il dott.Pallara, nel riscontrare la nota del Consigliere, rispondeva che, “allo stato, non risultano presso la sua Direzione atti o documenti riferibili all’eventuale posizione debitoria del Comune nei confronti di Sapna, né alcuna azione giudiziaria della società provinciale nei confronti del Comune”.

In pari data, però, il dott.Cascone, nel rispondere alla nota, specificava che “agli atti dell’Ufficio risultano due dispositivi di pagamento relativi a debiti verso la Sapna, per i quali si provvederà ad emettere i rispettivi mandati di pagamento. Il primo, per un importo pari a 115.866,94 euro (riferito al periodo gennaio-agosto 2019); il secondo, per un importo pari a 206.237,32 euro (riferito al periodo settembre-ottobre 2019). Ma Auriemma, non convinta affatto delle risposte fornite a seguito della sua richiesta, avrebbe inoltrato un’altra nota, sempre avente ad oggetto le posizioni debitorie Sapna/Comune di Acerra.

“In attesa di comunicarvi l’esito delle risposte ai miei quesiti attraverso anche quest’organo di stampa – afferma la Presidente della Commissione di Vigilanza – da sempre attento alle questioni da me sollevate, dico che in presenza dell’approvazione, da parte del Civico consesso, di debiti fuori bilancio, molti dovuti a sentenze di condanna per errata stima delle indennità di occupazione per le procedure espropriative chiesi di nuovo, come già fatto durante vari Consigli comunali, di avere contezza di tutti i giudizi tutt’ora pendenti e riguardanti l’indennità di occupazione del suolo e la realizzazione di infrastrutture primarie e secondarie, che potrebbero dare vita ad ulteriori sentenze di condanna del Comune e, quindi, ad ulteriori debiti. Nonché di tutte le posizioni debitorie che il Comune ha nei confronti di terzi.

E con nota del 10.12.2019 il Segretario comunale ha elencato 14 giudizi ancora pendenti, di cui ho provveduto a chiedere l’ammontare richiesto. Faccio presente che sul punto la Cassazione si è già pronunciata, rigettando il ricorso del Comune con una condanna di ulteriori 8 mila euro di spese di giudizio. Ma credo che le brutte sorprese non siano finite qui.

Infatti non sono convinta, che i quasi 5 milioni di euro richiesti dalla società Fibe e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e la cui documentazione, circa Fibe, mi fu rilasciata solo dopo la conclusione del Consiglio comunale del 20 dicembre 2019 e conseguente denuncia, siano il totale dei debiti”.

Infatti alla Fibe dobbiamo 3,5 milioni di euro a saldo delle fatture/note di credito emesse dalla stessa nel periodo compreso tra il 2004 ed il 2005, comprensivi di penali ed interessi.

E ciò perché il Comune non ha adempiuto all’obbligo di pagamento per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti effettuato.

Un importo che, ad oggi, il Comune avrebbe già dovuto corrispondere, visto che siamo in presenza di una Diffida e Messa in mora, datata 7 novembre 2019 a firma del Commissario ad Acta Alfonso Di Carlo (Ordinario di Economia Aziendale all’Università Tor Vergata di Roma), nominato con apposita Ordinanza dal Tar del Lazio nel 2018, per dare esecuzione ad una precedente sentenza del Tar del 2007.

 

Joseph Fontano

 

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