Bruciano i rifiuti metallici del sito di stoccaggio di un’azienda in zona Asi

Un vasto incendio scoppiava nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio nella locale zona industriale. Le fiamme divampavano intorno all’una di notte nell’impianto di stoccaggio di rifiuti ferrosi della ditta Eurometal, che era stata autorizzata per l’esercizio dell’attività di vendita all’ingrosso di materiali di costruzione e messa in riserva di rifiuti non pericolosi.

I Vigili del Fuoco, una volta allertati, si portavano sul posto ed avviavano le operazioni di spegnimento dell’incendio di grandi proporzioni, alimentato da alte fiamme, mentre gli agenti del Commissariato Polizia di Stato garantivano, che tutte le operazioni si svolgessero in sicurezza. Operazioni che si protraevano per diverse ore, fino a che la situazione non tornava di nuovo sotto controllo.

Dal sito di stoccaggio, un deposito esterno dell’azienda, che si trova in contrada Pagliarone, si alzava una colonna di fumo nero e denso, mentre l’odore acre invadeva la zona ed arrivava anche ad alcune abitazioni presenti in zona. Per le operazioni di spegnimento arrivavano i Vigili del Fuoco di Napoli e di Caserta, anche con autobotti contenenti schiumogeno.

Naturalmente gli inquirenti avviavano le dovute indagini, per stabilire se le cause dell’incendio fossero di natura accidentale o dolose e per comprendere l’esatta dinamica dei fatti.

Nel sito sarebbero stati stoccati anche vernici e materiali plastici. Nelle stesse ore giungevano sul posto anche gli ambientalisti della zona, tra cui Alessandro Cannavacciuolo, Michele Pannella e Vincenzo Petrella, dei “Volontari antiroghi Acerra”, che riferivano anche di continue esplosioni avvertite durante il rogo e di un odore insopportabile, che aveva invaso la zona. I tre, con l’ausilio di un drone, filmavano dall’alto l’incendio e le immagini venivano diffuse su facebook.

Nel video si vedeva l’incendio ancora nel vivo, che avvolgeva una montagna di rifiuti ferrosi, mentre si distinguevano i lampeggianti dei mezzi dei caschi rossi all’opera. “E’ l’ennesimo incendio che si consuma nella Terra dei fuochi, l’ennesimo disastro ambientale.

Innanzitutto, chiediamo di verificare i materiali contenuti nel deposito incendiato e se erano tutti autorizzati, per capire a cosa si va incontro e che tipo di sostanze sono state immesse nell’aria. Per questo abbiamo chiesto un immediato intervento dell’Arpac” – era il commento del Consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, espresso nelle ore successive al rogo.

Più tardi il personale dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale si portava nell’area interessata dall’incendio ed iniziava le proprie attività, precisando che avrebbe informato chi di dovere, non appena sarebbero stati disponibili i risultati sulla qualità dell’aria.

“Siamo arrivati quasi subito – spiegava Cannavacciuolo – e si sentivano esplosioni, perché evidentemente le fiamme hanno fatto esplodere delle cisterne. Ci siamo dovuti spostare perché si sentiva un calore insopportabile. I titolari dell’azienda ci hanno intimato di non riprendere la scena, ma abbiamo deciso lo stesso di far sorvolare un drone.

Gli stessi gestori si lamentano, che le aree esterne sono piene di sterpaglie e non viene fatta la manutenzione. Questo, secondo loro, ha causato l’inizio dell’incendio, che si è poi propagato su tutta l’area occupata dai rifiuti – sottolineava Cannavacciuolo – alimentando le fiamme”.

Nella stessa giornata, a seguito del sopralluogo effettuato dal personale dell’Asl Napoli 2 Nord – Dipartimento di prevenzione servizio igiene pubblica, il sindaco Lettieri emanava l’Ordinanza sindacale contingibile ed urgente n.6, con la quale ordinava alla popolazione il lavaggio accurato dei prodotti agricoli (frutta, verdura, ortaggi ecc.) ed agli allevatori di evitare di somministrare mangimi e foraggi ai propri animali, esposti alla colonna di fumo.

In ogni modo si tratta dell’ennesimo rogo, che ha interessato il nostro territorio, già alle prese con i continui sforamenti dei livelli delle polveri sottili.

 

 

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