Polizia Municipale, agente “spedito” dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari

Di nuovo riflettori accesi sul Comando della Polizia Municipale che, nell’arco degli ultimi 14 mesi, sembra essere finito in un tunnel senza via d’uscita.

Infatti il Comando di via Palatucci, che sembra essere frazionato in due tronconi, nuovi contrapposti ai vecchi, non si è lasciato mancare nulla, oscillando tra verbali errati, turnazioni “anomale”, segnaletica stradale irregolare, gaffes, fino alle note delle sigle sindacali trasmesse anche in Prefettura in cui si parlava, tra l’altro, di “presunti atti di discriminazione, consumatisi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, compresi la gestione delle ferie del personale, i provvedimenti di concessione di congedo d’ufficio, l’equilibrio tra i turni di lavoro ed il ritardo nell’applicazione di alcuni istituti contrattuali previsti nel contratto decentrato”.

Non senza trascurare alcuni passaggi “forti” dei documenti redatti e pubblicati anche dalla stampa, nel quale in particolare si evidenziava, “che tale reggenza sta incidendo profondamente sull’autonomia della Polizia Municipale, con un ruolo preponderante del Sindaco, il quale non si limita a dare indirizzo politico e ad esercitare la funzione prevista dalla Legge 65/86, ma diventa protagonista anche delle scelte operative ed organizzative…”.

Di certo non venivano tralasciati ai tavoli di confronto e nei documenti redatti i provvedimenti disciplinari (che alimentarono i toni accessi e le polemiche) attivati a carico dei caschi bianchi (3 per l’esattezza, tra cui un Ufficiale) del gruppo dei cosiddetti “perseguitati” e convocati dinanzi alla Commissione che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD). “Rei” di non aver svolto bene il proprio lavoro.

E nella tagliola dell’UPD, convocato per il 14 febbraio prossimo, ci è finito anche un agente della Polizia Locale neo assunto, nei confronti del quale è stato attivato il procedimento disciplinare a seguito di contestazione trasmessa nei modi e nei termini di legge.

Secondo fonti non investigative, i fatti risalirebbero allo scorso 18 gennaio, quando gli agenti addetti al controllo del sistema di videosorveglianza stavano dando ausilio ad una pattuglia impegnata per i controlli dei veicoli. La “colpa” dell’agente, che faceva parte della pattuglia (tutti sempre rigorosamente disarmati), sarebbe stata quella di dare le spalle (!?) ai suoi colleghi, mentre questi controllavano un veicolo e poi, in quanto distratto, avrebbe usato il telefono cellulare.

Sempre gli agenti della famigerata “control room”, in un secondo momento, avrebbero avvertito il neo poliziotto municipale, che stava sopraggiungendo un motorino, il cui conducente era privo del casco protettivo.

Ma nonostante l’avvertimento, questi non sarebbe riuscito a fermarlo al posto di controllo. Il tutto sarebbe poi stato rappresentato all’agente addetta al coordinamento delle pattuglie.

Redatta la relativa relazione, affinchè si valutassero gli eventuali provvedimenti da adottare per il comportamento tenuto durante il servizio, questa veniva trasmessa al Vice-Comandante Domenico De Sena, nominato a dicembre 2018 a tale carica e che sta sempre di più scalando tutti i gradini della notorietà.

Dalla data di notifica della convocazione dinanzi alla Commissione disciplinare, composta dal Dirigente ad interim della Polizia Locale Vito Ascoli; dal dott.Giuseppe Gargano (subentrato al posto di Gennaro Cascone) e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente), l’agente aveva venti giorni di tempo, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Assistito, in ciò, eventualmente, dal proprio legale. A rigor di logica si profilerebbe una vera e propria “stangata” per il giovane agente.

Difatti l’UPD, che è composto dai Dirigenti comunali interviene, quando siamo in presenza di un reato reiterato o afferente al fenomeno dell’assenteismo e quando le sanzioni, che si intendono irrogare ai dipendenti, sono superiori ai 10 giorni di sospensione dal servizio!!

Scontato che, qualora l’agente venisse “condannato” a scontare una sanzione, che lo priverebbe della retribuzione, presenterebbe ricorso contro la decisione assunta, cercando di far valere le proprie ragioni e chiedendo l’annullamento del provvedimento.

Che potrebbe risultare viziato da illegittimità, se la determinazione assunta dai Commissari dell’UPD prevedesse una sanzione inferiore ai suddetti 10 giorni, poiché ad irrogare la sanzione disciplinare doveva essere, in questo caso, il Dirigente del settore, ossia Ascoli.

 

Joseph Fontano

 

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