Le osservazioni emerse durante il convegno sulla salute. Le critiche del Vescovo a De Luca

Circa il convegno dal titolo: “La salute ad Acerra. Tra bisogni e prospettive”, organizzato mercoledì 29 gennaio dalla Diocesi di Acerra presso la Biblioteca diocesana e di cui riferivamo in precedenza, tra i relatori c’era anche il dott.Michelino De Laurentiis – medico oncologo dell’ospedale “Pascale” il quale, nel dare la propria testimonianza, diceva:

“Spesso noto nelle persone il timore, che suscita la parola cancro, che riporta all’idea di un qualcosa che ci mangia, il cancro appunto. E che ci abbina ad una problematica di carattere ambientale, quantunque nessuno teme le malattie cardio-vascolari, che uccidono più del cancro.

Sono consapevole che qui vige un disastro ambientale grave, ma correlare tale situazione ad un aumento dei tumori è troppo semplicistico ed automatico. Infatti – proseguiva De Laurentiis – se il cancro è una malattia del gene e ci sono elementi mutogeni, diciamo che le mutazioni genetiche sono un fenomeno naturale e casuale nelle nostre cellule. Che però ingenera il rischio del cancro.

Quindi, è vero che chi fuma è più esposto al cancro ai polmoni, ma questo compare anche in chi non fuma, perché esistono anche i fattori comportamentali.

Perciò occorre studiare l’ambiente ed i problemi che lo affliggono ed effettuare gli screening, che riducono il rischio di malattie, associati a stili di vita adeguati. Ossia: non fumare, moderare l’uso degli alcolici, praticare attività fisica e seguire un’alimentazione corretta. Ma mai abbassare la guardia e studiare il fenomeno senza allarmismi, che si può presentare a distanza di anni.

E non c’è spazio per il negazionismo o per le sterili polemiche. Le posizioni estreme non vanno bene, perché la verità sta nel mezzo. Perciò – concludeva il professionista – ho evocato l’istituzione di una Commissione di Studio seria, di cui voglio far parte, per poter seguire di persona l’iter effettuato. E’ un dovere sociale e morale per noi stessi e per le future generazioni”.

Molto toccante era poi la testimonianza della signora Pina Leanza, la madre della piccola Tonia, deceduta di tumore nel 2013 a soli 6 anni. Signora che raccontava tutto il calvario affrontato, unitamente al resto della famiglia, nelle strutture sanitarie e non solo e costantemente supportata ed assistita dal Vescovo Antonio Di Donna, al quale andava il suo più sincero ringraziamento.

E, a concludere i lavori, era proprio l’alto prelato, il quale diceva: “La Chiesa non è fuori dal mondo e condivide le gioie e le ansie delle persone. Dal convegno di stasera, grazie alle eccellenze mediche presenti, sono emersi dati importanti e reali, sui quali occorre lavorare.

Credo che si stiano facendo molti sforzi, che però vanno moltiplicati, perché ancora non sono state riscontrate in pieno le esigenze dei cittadini. Molti giovani e bambini purtroppo condividono lo stesso destino toccato alla piccola Tonia.

Ed io lo so bene – proseguiva Di Donna – visto che ogni mercoledì mi reco a far visita ai piccoli ammalati ed alle loro famiglie, talvolta anche presso l’ospedale Pausillipon. Madri coraggio che non si arrendono e che vanno sostenute. E sarebbe opportuno anche accorciare i tempi tra diagnosi e terapie da adottare. E, stando in tema, auspico di poter dare vita ad un ambulatorio diocesano. Purtroppo, stando ad Acerra, il tema della salute non può essere scisso da quello dell’ambiente, di cui parleremo durante il prossimo incontro. Condivido che ci sia una posizione equilibrata tra il nesso esistente tra malattia e condizione ambientale, purchè ciò non porti ad un immobilismo.

Occorrono sinergie, per affrontare e risolvere tale problematica, non posizione estreme. A giugno scorso l’Istituto Superiore della Sanità ha certificato un eccesso di tumori infantili nel nostro territorio. Allora dobbiamo credere che tale organismo sbaglia o non è credibile?

Quindi siamo lontani dalla normalità, soprattutto quando leggiamo dei continui sforamenti delle polveri sottili, non certo imputabili per davvero ai forni delle pizzerie o solo alle auto in sosta dinanzi ai passaggi a livello chiusi. Scene che si vedono dappertutto. L’Arpac rileva e divulga i dati e tutto finisce lì.

Per questo – concludeva il Vescovo – ho sempre evocato un soggetto terzo, che riscontrasse i dati sulla qualità dell’aria a livello regionale.

E poi la decisione assunta dal governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, di autorizzare a bruciare nell’inceneritore di Acerra i rifiuti non differenziati di Napoli, per ripulire il capoluogo partenopeo (in sala era presente anche il sindaco Raffaele Lettieri ndr), non mi ha trovato affatto d’accordo. Infatti, in tal modo, si è creato anche un precedente pericoloso”.

 

J.F.

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