Contravvenzioni elevate dai Vigili Urbani con le immagini di telecamere non omologate!!

(Articolo pubblicato in data 04.12.2019). Qualche settimana fa pubblicammo un articolo, con il quale ci chiedevamo se ci fosse qualcuno, all’interno del Comando della Polizia Municipale, che avesse letto e conoscesse la circolare del 2016, a firma del Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella quale, ad un certo punto, si legge che “l’eventuale infrazione del Codice della Strada possa essere accertata in modalità automatica, con la possibilità della contestazione differita, solo previa l’utilizzo di un dispositivo omologato ovvero approvato da questo Ministero”.

E quindi paventavamo che incombeva il rischio annullamento per tutte le contravvenzioni (elevate nel corso degli ultimi mesi), grazie all’utilizzo delle telecamere poste in vari punti della città per il controllo del territorio.

Un fatto grave, anzi gravissimo, che poteva certamente essere evitato, considerato che (lo sanno tutti), quelle telecamere tanto decantate, non sono omologate per essere usate, per contravvenzionare gli automobilisti, che guidano vetture prive di copertura assicurativa o della prescritta revisione. Ovvero c’è l’eccezione: la contestazione è possibile, a condizione che la stessa sia immediata, così come sta capitando di recente.

Naturalmente, per avere ragione, occorre impugnare la contravvenzione dinanzi al Giudice di Pace o al Prefetto che, accogliendo il ricorso, si vedrà costretto a condannare al risarcimento dei danni il Comune. Insomma un danno nel danno, che potrebbe costare al Comune più di quanto ha incassato, così come accadde negli anni scorsi per i canoni idrici pregressi, tutti ampiamente prescritti, con migliaia di euro di denaro pubblico sborsato, per retribuire le parcelle degli avvocati.

Tornando alle contravvenzioni, quelle che il personale della Polizia Locale poteva anche annullare in regime di autotutela, al fine di evitare che il contravvenzionato ricorra, giustamente, al Giudice di Pace o al Prefetto le stesse, rilevate in piena estate e notificate solo ad ottobre, il responsabile del procedimento, oltre a non accorgersi, che non veniva indicato il luogo dell’infrazione rilevata (essenziale per la validità della contravvenzione), sembra aver omesso il tipo di apparecchiatura utilizzata con l’omologazione della stessa. Adesso le stesse direttive sono contenute in un’altra circolare, questa volta del Ministero dell’Interno, datata 8 febbraio 2019, in cui si ribadisce, tra l’altro, “che il dispositivo targa system costituisce un semplice supporto per l’operatore, che aveva direttamente accertato il transito del veicolo, cioè l’effettiva circolazione dello stesso e che sarà altresì colui, che dovrà accertare le violazioni in parola come indicato…Analogamente, per le contestazioni delle violazioni previste dall’art.193 si osserva che la mancanza della copertura assicurativa, segnalata dalla targa system, non potendo essere direttamente utilizzata per la contestazione differita, perché tale dispositivo non è omologato o approvato per l’accertamento di questa violazione, qualora non sia stato possibile procedere alla contestazione immediata, verificando materialmente i documenti in possesso del conducente per l’accertamento della violazione, si dovrà esperire un riscontro con le banche dati delle compagnie assicuratrici e poi procedere alla contestazione dell’illecito in parola…”.

 

Nino Pannella

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