Bilancio, il Consigliere Auriemma “scova” altri milioni di euro di debiti dovuti dal Comune!!

Di recente vi riferimmo di una serie di somme/debiti dovuti dall’Ente comunale a soggetti ben specificati. Un filone avviato, manco a dirlo, dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, che volle vederci chiaro su un incarico di assistenza legale affidato all’avvocato Antonio Sasso.

E ciò perché ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo la somma richiesta, l’8 novembre 2019, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso apposita ingiunzione di pagamento emessa per il recupero del credito erariale.

Poi fu la volta dei 3,5 milioni di euro dovuti dal Comune alla società Fibe, a saldo delle fatture/note di credito emesse dalla stessa nel periodo compreso tra il 2004 ed il 2005, comprensivi di penali ed interessi, visto che il Comune non ha adempiuto all’obbligo di pagamento per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti effettuato. Un importo che, ad oggi, il Comune avrebbe già dovuto corrispondere, visto che siamo in presenza di una Diffida e Messa in mora, datata 7 novembre 2019 a firma del Commissario ad Acta.

Somma che fece andare su tutte le furie la suddetta professionista durante il Consiglio comunale del 20 dicembre scorso, quando la stessa denunciò “che non gli erano stati forniti gli atti richiesti, per svolgere la sua funzione istituzionale, ma che era stata costretta ad apprendere da questa testata giornalistica dell’esistenza di tali situazioni debitorie”.

Ovviamente anche su questa fondamentale ed importante problematica è emersa (ma non è una novità) tutta la sterilità e l’inadeguatezza dell’attività politica svolta dall’altra locale forza di opposizione, ossia il Partito Democratico che, dopo quasi tre anni di presenza nel Civico consesso e dopo essersi rifatto il “look” cittadino, è riuscito ad occuparsi di una tematica vitale per gli Acerrani, ossia il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre!!

Tornando ai reali problemi di Acerra, a certificare la lunga lista dei debiti, che affliggono l’Ente, è la suddetta Auriemma, la quale dichiara: “In presenza dell’approvazione, da parte del Civico consesso, di debiti fuori bilancio, molti dovuti a sentenze di condanna per errata stima delle indennità di occupazione per le procedure espropriative chiesi di nuovo, come già fatto durante vari Consigli comunali, di avere contezza di tutti i giudizi tutt’ora pendenti e riguardanti l’indennità di occupazione del suolo e la realizzazione di infrastrutture primarie e secondarie, che potrebbero dare vita ad ulteriori sentenze di condanna del Comune e, quindi, ad ulteriori debiti.

Nonché di tutte le posizioni debitorie che il Comune ha nei confronti di terzi. Con nota del 10.12.2019 il Segretario comunale ha elencato 14 giudizi ancora pendenti, di cui provvederò a chiedere l’ammontare richiesto. Faccio presente che sul punto la Cassazione si è già pronunciata, rigettando il ricorso del Comune con una condanna di ulteriori 8 mila euro di spese di giudizio. Ma credo che le brutte sorprese non siano finite qui.

Infatti non sono convinta, che i quasi 5 milioni di euro richiesti da Fibe e Presidenza del Consiglio e la cui documentazione, circa Fibe, mi fu rilasciata solo dopo la conclusione del Consiglio comunale e conseguente denuncia, siano il totale dei debiti. Infatti dai bilanci della Sapna, la società provinciale che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti, emergono una serie di contenziosi, che la società ha avviato nei confronti dei Comuni per il recupero della parte della Ta.Ri che le spetta per legge.

Con la legge n.26/2010 – prosegue il Consigliere – si è stabilito, che il costo della tariffa per il servizio di raccolta rifiuti è calcolato dai Comuni sulla base di due distinti costi: uno elaborato dalle province, anche per il tramite delle società provinciali quindi la Sapna, che forniscono ai Comuni ricadenti nel proprio ambito territoriale, le indicazioni degli oneri relativi alle attività di propria competenza afferenti al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti.

Ed uno elaborato dai Comuni, che riguarda il costo del servizio di raccolta rifiuti. In sostanza i Comuni recuperano con la tariffa il costo complessivo del ciclo di gestione dei rifiuti e quindi si sostituiscono anche alla Sapna, per recuperare la quota che spetta ad essa. I Comuni, per legge, avrebbero dovuto versare alla Sapna le sue spettanze, nel giro di pochi giorni dalla riscossione delle tariffe.

Ebbene, molti Comuni non lo fanno. Nell’esaminare il bilancio della Sapna – conclude l’esponente dell’opposizione – ho riscontrato che anche il Comune di Acerra figura come Ente debitore nei confronti della società provinciale!! Ho chiesto quindi al Comune chiarimenti. Ma vi dico, per certo, che le posizioni debitorie del Comune non finiscono qui”.

 

J.F.

 

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