Aggredisce due poliziotti municipali, arrestato per resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale

Giudizio per direttissima, previsto per martedì 4 febbraio (ieri ndr) dinanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Nola, per un 21enne di origini marocchine che, nella tarda mattinata del giorno precedente, al termine di un alterco con la compagna verificatosi presso l’Ufficio Anagrafe del Comune, veniva fermato e tratto in arresto dagli agenti della Polizia Municipale intervenuti. Giudizio che, però, veniva rinviato a data da destinarsi, per l’impossibilità dell’uomo di presentarsi in Tribunale.

Volendo tentare una ricostruzione dei fatti, va detto che erano da poco passate le ore 12:00, quando nell’Ufficio Anagrafe del Comune si presentava una coppia di giovani (lui extracomunitario, residente in Calabria e la cui identità non veniva resa nota e lei di Acerra), per registrare la nascita della loro figlia. Da quanto era possibile sapere la mamma della piccola, nata dalla loro unione (la coppia sembra non essere sposata), al cospetto dell’impiegata, aveva manifestato la propria volontà, di voler dare alla piccola anche il proprio cognome, mentre il compagno si diceva contrario a ciò.

Da qui ne nasceva una diatriba, sotto gli occhi increduli dell’impiegata che, ad un certo punto, invitava i due a trovare un’intesa, senza però intralciare le attività degli Uffici comunali. Alle parole dell’impiegata il clima si faceva incandescente. Lui iniziava a gridare e a reclamare (si fa per dire), i suoi “diritti”.

A questo punto all’impiegata non restava altro da fare, che chiedere l’ausilio del personale della Polizia Locale che, nel giro di pochi minuti, arrivava nell’ufficio, invitando l’uomo sempre più adirato a seguirli negli Uffici del Comando, per chiarire quanto accaduto.

Nel mentre i tre procedevano lungo il corridoio, che conduce al Comando il 21enne che, evidentemente, covava in sé la rabbia, per non aver potuto espletare, quella che era una semplice formalità, aggrediva prima il Maresciallo e poi l’assistente della Polizia Locale, che cadevano a terra, sotto i colpi sferrati dall’aggressore mentre dalle stanze, richiamati dal parapiglia creatosi, uscivano altri impiegati comunali ed alcuni poliziotti municipali (una decina circa, tra i quali anche il fratello di uno dei Vigili Urbani) che, dopo un corpo a corpo durato alcuni minuti e non senza difficoltà, riuscivano ad ammanettare l’uomo, che veniva poi condotto negli Uffici del Comando.

All’interno del quale gli agenti dovevano non solo piantonare per molte ore l’indagato, ma dovevano anche preparare il verbale d’arresto, da trasmettere al Giudice di Nola.

Il quale, salvo colpi di scena dell’ultima ora, dopo aver convalidato l’arresto (visto che l’uomo è accusato di oltraggio, resistenza, lesioni e minaccia in danno di pubblico ufficiale), lo avrebbe rimesso in libertà nell’attesa del processo.

I due caschi bianchi, intanto, rimasti contusi nel violento scontro fisico, venivano accompagnati dai colleghi presso il Pronto Soccorso della clinica Villa dei Fiori, dove ricevevano dal personale sanitario le prime cure del caso e sottoposti agli esami strumentali. I due se la cavavano con una prognosi, rispettivamente di 10 e di 5 giorni salvo complicazioni.

Intanto l’aggressore, in serata, in preda ad un evidente stato di eccitazione, durante il quale provocava danni anche alle suppellettili del Comune, veniva prima sedato dal personale medico intervenuto e poi condotto presso l’ospedale di Frattamaggiore con un’autoambulanza, scortato da una pattuglia della Polizia Locale, per essere sottoposto ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).

Giovane che rimaneva ricoverato nella struttura sanitaria e piantonato dai poliziotti municipali durante l’intera notte ed il giorno successivo. Pertanto non si teneva il giudizio per direttissima previsto per la mattina successiva. Male che vada il giovane, una volta conclusosi il processo, se la caverà con la solita condanna “buonista”.

 

Nino Pannella 

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