Polveri sottili ben oltre i limiti previsti, sforamenti da record

E’allarme rosso da polveri sottili ad Acerra, che è il solo Comune dell’intero agglomerato Napoli-Caserta, nel quale fino ad alcuni giorni fa le centraline stavano ancora sforando. In tutti gli altri Comuni i valori delle polveri killer si erano abbassati di molto, grazie al vento sferzante soffiato per giorni.
Ma ad Acerra, fino alla mezzanotte del 6 gennaio, è rimasto un valore di 106 microgrammi per metro cubo di PM 10 e di 66 microgrammi per metro cubo di PM 2,5, cioè più del doppio del livello massimo consentito dalla legge nel primo caso e di quasi il triplo nel caso delle polveri più piccole, le PM 2,5 appunto. Il nostro Comune, dal I gennaio al 14 novembre 2019, già aveva fatto registrare sforamenti di polveri sottili pari a 58 giorni (centralina zona industriale); 47 giorni (centralina Caporale) e 68 giorni (centralina Capasso).
Quando i giorni consentiti in un anno non possono essere superiori a 35. Ed invece migliaia di cittadini respirano una pericolosissima cappa di smog, che attenta polmoni, cuore e sistema circolatorio mediamente una volta ogni quattro giorni.
Per l’Arpac sotto accusa ci sarebbero principalmente il traffico veicolare, ma anche i riscaldamenti domestici ed i roghi di rifiuti. Una situazione preoccupante, che lo scorso 7 gennaio spingeva un gruppo di ambientalisti del territorio, a formare un presidio davanti all’ingresso dell’inceneritore, l’impianto che, nei giorni scorsi, è stato notevolmente impegnato, a causa della grave emergenza immondizia che ha colpito la città di Napoli.
“Siamo convinti – denunciava l’ecologista Alessandro Cannavacciuolo – che questi picchi anomali di polveri sottili ad Acerra siano dovuti, al fatto che nel termovalorizzatore stiano bruciando i rifiuti in modo non corretto e non conforme alla legge”.
Parole che, comunque, non trovavano conferma ufficiale da parte di nessuna autorità preposta ai controlli. Comunque nel pomeriggio di martedì 7 gennaio una pattuglia dei Carabinieri ed una della Polizia Municipale, avviavano controlli sulla documentazione in possesso degli autisti degli automezzi, che entravano nel termovalorizzatore, per sversare rifiuti urbani non differenziati!!
Sull’anomala presenza delle polveri sottili, intanto, si pronunciava un noto studioso locale di questi fenomeni legati all’inquinamento, l’Ing.Vincenzo Caprioli, ex consigliere tecnico del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici e studioso delle polveri sottili e dell’inquinamento da nanoparticelle.
“L’unica spiegazione che posso dare su questo dato anomalo – diceva – è che nel territorio di Acerra ci devono essere una o più fonti da emissioni inquinanti molto potenti. E per quanto mi riguarda, sono convinto che si tratti delle emissioni da impianti industriali a forte impatto ambientale. Ciò senza contare le famigerate nanoparticelle, infinitamente piccole e che non vengono rilevate dalle centraline dell’Arpac a causa della normativa vigente, che consente soltanto il rilevamento delle PM 10 e delle PM 2.5”.
C’è però da sottolineare una discrepanza. La centralina della scuola “Caporale”, ubicata in pieno centro, ha fatto emergere dati allarmanti, con valori superiori di polveri sottili rispetto (anche se poi l’Arpac avrebbe rivelato che tale centralina era mal funzionante e quindi i dati non attendibili).
“Questa divergenza di dati avviene – replicava Caprioli – non solo perché la centralina della scuola si trova nel centro urbano, ma anche perché la ricaduta delle polveri da emissioni non investe direttamente la zona industriale, ma l’area che si trova ad una distanza di alcuni chilometri”.
Ci sono carenze nei dati. Dal due gennaio l’Arpac non pubblica i risultati dei rilevamenti relativi alle emissioni registrate da una terza centralina installata ad Acerra, quella della scuola “Capasso”, in via De Gasperi. Qui il 31 dicembre scorso sono stati raccolti numeri impressionanti: 165 microgrammi per metro cubo di PM 10 e 50 microgrammi per metro cubo di pm 2,5.
Dati questi raccolti prima, che si desse il via all’esplosione di botti e fuochi d’artificio nella notte di Capodanno. Secondo quanto fatto registrare nell’arco del 2019 dalla centralina della Capasso, i giorni di superamento delle polveri sottili sono stati 77.
Un numero ben al di sopra dei 35 consentiti dalla legge. “Inoltre – aggiungeva l’ingegnere – devo purtroppo aggiungere, che la centralina della scuola Capasso per intere settimane, dal 5 novembre 2019, non ha fatto registrare nessun rilevamento validato. In pratica non ha funzionato”. Ovviamente in vari Comuni sono allo studio misure antismog da riproporre ancora una volta ma, vista la situazione attuale, con ben poche speranze di incidere seriamente.

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