Commissione Ambiente: affrontata la questione del rifiuto tal quale conferito nell’inceneritore

Veniva convocata lo scorso 15 gennaio (e purtroppo, anche questa volta, alla faccia della trasparenza, non pubblicata sul portale del Comune) la Commissione consiliare Ambiente, presieduta dal Consigliere comunale Salvatore Maietta, il quale poneva all’ordine del giorno l’audizione dell’Assessore all’Ambiente e all’Igiene Urbana Cuono Lombardi, in merito ai conferimenti di rifiuto tal quale nell’inceneritore di Acerra nei giorni compresi tra il 7 ed il 9 gennaio scorso.
Commissione che, in sostanza, si rivelava alquanto sterile e con finalità meramente “informative”. Presenti erano, oltre a Maietta, i Consiglieri Gallo, Montesarchio, Iovino e La Montagna, mentre nessun Dirigente al ramo veniva convocato.
“Quello verificatosi dal 7 gennaio e per tre giorni – esordiva Lombardi – non è un problema di poco conto e sul quale hanno scritto tanto gli organi di stampa. Martedì 7 gennaio sono giunti presso l’inceneritore i compattatori dell’Asia, la società che effettua il servizio di igiene urbana a Napoli ed hanno sversato rifiuti non differenziati nell’impianto.
Sul posto c’era anche personale della Polizia Locale, che ha provveduto ad un controllo documentale degli automezzi. Va premesso, però, che il Comune di Acerra non era informato di tutto ciò. Infatti, dopo che l’Asia aveva chiesto alla Sap.Na. la società che gestisce il ciclo integrato provinciale dei rifiuti, di poter conferire 600 tonnellate di rifiuti tal quale nell’inceneritore, in quanto gli Stir erano saturi ed il quantitativo di spazzatura prodotta durante le festività natalizie era risultato ingente, la Regione Campania, alle ore 18:33, autorizzava l’Asia al conferimento.
A seguito di ciò – aggiungeva Lombardi – il sindaco Lettieri, lo scorso 13 gennaio, incontrava i vertici di Città Metropolitana, Sapna e Regione. E, da un lato, chiedeva che partissero gli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) e, dall’altro, otteneva (per adesso come impegno verbale) che, qualora vi saranno mutamenti alla pianificazione ordinaria dei flussi di trasferimento dei rifiuti nell’impianto acerrano, il Comune debba esserne informato preventivamente e convocato a tutela della salute dei propri cittadini. Una necessità, però, mai prevista fino ad ora”.
Eppure tali conferimenti in impianto sono autorizzati per legge, come previsto dal disposto della sentenza del Tar Campania n.6407/2018. E perché, allora, fino ad oggi, il Comune di Acerra non aveva mai chiesto agli organi sovracomunali, di essere informato preventivamente, nel caso di conferimenti straordinari di rifiuti non differenziati?
“La bassa percentuale di raccolta differenziata di Napoli – aggiungeva l’assessore – che si attesta intorno al 25% fa sì, che dal capoluogo partenopeo arrivino allo Stir 900 tonnellate di rifiuti al giorno. Ciò, unito alla mancanza di impianti intermedi, come quelli per il compostaggio, tiene in continua difficoltà e nello status di incompleto il ciclo integrato dei rifiuti in Campania.
Ovviamente la costruzione di un nuovo termovalorizzatore in Campania è esclusa, visto che l’Ato punta a portare almeno al 40% la percentuale della differenziata a Napoli e, pertanto, a tenere nella soglia del 35% la frazione secca indifferenziata conferita nell’impianto di Acerra. Passando, quindi, dalle 750 mila tonnellate annue di rifiuti combusti alle 580 mila tonnellate annue”.
Dal canto suo il Capogruppo consiliare del Partito Democratico (lo stesso partito del Governatore Vincenzo De Luca) Paola Montesarchio, diceva:
“Acerra dovrebbe reagire a tali situazioni, che io reputo veri atti vandalici autorizzati, anche per evitare che Napoli scarichi sempre sulla provincia le sue criticità. E lo dovrebbe fare con un documento approvato dal Consiglio comunale, in modo da lasciare traccia delle decisioni assunte.
Tra l’altro mancano tavoli istituzionali tra Acerra e gli organi sovracomunali e perciò siamo inerti. Inoltre si potrebbe riprendere e rivedere un documento da me portato in Consiglio comunale due anni fa, che aveva anche un’ampia sezione sullo sforamento delle polveri sottili”.
Al limite dell’impalpabile risultava invece l’intervento del Consigliere Gennaro Iovino, il quale auspicava “un dialogo con la Regione Campania, anche per capire le intenzioni dell’Ente di Palazzo Santa Lucia relativamente al nostro territorio, che non dev’essere il polo regionale dei rifiuti e che non deve ospitare imprese, che inquinino il nostro ambiente”.
Dimenticando, forse, che sono proprio le Conferenze dei Servizi, convocate presso la Regione Campania, a rilasciare le autorizzazioni necessarie richieste dalle imprese, che si insediano nella locale zona Asi, per trattare rifiuti pericolosi e non.

Joseph Fontano

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