Il Piano Urbanistico comunale si rivela un bluff e viene bocciato dalla Città Metropolitana

Riflettori ancora puntati sull’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro. Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, è stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri.

Ora la voluminosa Delibera (la n.53 del 03.04.2019), composta da oltre mille pagine, dovrà essere approvata dal Consiglio comunale, completando tutto l’iter entro un anno, dopo aver acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli. Che si è espressa il 27 dicembre scorso, attraverso apposita Determina dirigenziale, bocciando il Piano.

“Non è coerente alle strategie a scala sovracomunale – si legge, tra l’altro, nell’atto amministrativo – a causa di un eccessivo consumo di suolo attualmente agricolo senza una motivata giustificazione di tale surplus”. Una vera e propria doccia fredda per l’esecutivo targato Lettieri che intanto annunciava, con il solito modus propagandistico, che “il Comune è pronto a recepire le indicazioni della Città Metropolitana sulla proposta del Puc, senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”.

Insomma un annuncio bluff, che doveva servire a coprire gli errori di chi ha redatto il Puc, mettendoci previsioni, senza basarsi sui dati Istat. Nel frattempo già qualche Consigliere di minoranza (che da tempo dedica la sua attenzione alla vertenza Puc) è tornato sulle barricate, per cercare di fare chiarezza su questo strumento urbanistico, che ha inciso fortemente almeno su due ex Sindaci.

Per rendere la pillola meno amara, l’amministrazione ha tentato di far passare lo “schiaffo” della Città Metropolitana come una carezza vantandosi, in modo autoreferenziale, senza rendersi conto, che avrebbe fatto meglio a tacere.

La ciliegina sulla torta, che ora si profila colma di curaro, è il passaggio sottoscritto dai tecnici nella relazione istruttoria (Architetti Serena Materazzo e Luigi Saviano), che: “dagli elaborati del Puc è emerso, che la localizzazione dei nuovi insediamenti è prevista principalmente nelle aree agricole periurbane, che vanno invece salvaguardate per la loro funzione strategica di frangia e per la realizzazione di corridoi ecologici, anche per consentire il passaggio di flora e fauna.

Al contrario – scrivono ancora i due tecnici – non sono state prescelte le aree di insediamento urbano prevalentemente consolidato e le aree di consolidamento urbanistico e di riqualificazione ambientale presenti sul territorio comunale e che, da quanto emerge dagli elaborati cartografici prodotti dal Comune, non sembrano presentare caratteristiche di saturazione del costruito”. Dinanzi a tali concetti, al fine di “recepire senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”, i redattori del Piano dovranno tornare a lavorare parecchio.

E ciò per evitare, che quest’importante strumento urbanistico, già abbondantemente rivisto e rivisitato nel corso degli anni, torni a scadere. Resta il giallo del Ruec (Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale), di cui i tecnici della Città Metropolitana dichiarano “la non rivedibilità sul sito ufficiale del Comune”.

Insomma un mistero del mistero, già portato alla ribalta nelle settimane scorse dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, che scrisse al Dirigente della Città Metropolitana, chiedendo di fare luce sulla vicenda. Nota trasmessa anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Consigliere che, in più occasioni, ha fatto notare che sono state trattate le osservazioni, senza conoscere il Regolamento urbanistico.

Secondo alcuni è stato tenuto nascosto per mesi in un cassetto al secondo piano. Inoltre il Puc approvato nell’aprile del 2011 calcolava per i prossimi 10 anni, ovvero fino al 2021, un fabbisogno abitativo per Acerra di quasi 3 mila unità abitative. Nel corso di questi “appena 9 anni”, da una serie di censimenti effettuati è emerso, che il Puc non ha tenuto conto dei quasi 4 mila sottotetti “abusivi”. Una valanga di abitazioni realizzate tutte negli anni precedenti, soprattutto nel quartiere Spiniello.

Intanto il Consigliere Domenico Tardi ci va giù duro e, tra l’altro, dichiara: “Avevo già anticipato nei miei post precedenti, che la Città Metropolitana, le cui considerazioni sono inoppugnabili, avrebbe bocciato il Puc del Comune.

Mi spiace, poi, che un Consigliere di maggioranza leccapiedi, che ha trovato fortuna grazie alle bonifiche ed un altro, che voleva arricchirsi, trasformando i propri terreni agricoli in edificabili, continuino ad ingannare gli ignari votanti, dicendo che il Puc andrà avanti ugualmente con qualche piccola modifica. Ma il Puc è stato bocciato. Fatevene una ragione ed andate a lavorare”.

 

Nino Pannella

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