Ecco cosa scriveva la stampa quotidiana circa l’ingiunzione di pagamento notificata al Comune

Intanto, sempre per restare nell’ambito delle politiche finanziarie comunali nello stesso giorno, ossia il 20 dicembre 2019, in cui veniva approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale il Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022, l’argomento dell’ingiunzione di pagamento, che ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo e richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, veniva trattato anche dal quotidiano “Roma” attraverso un articolo dal titolo: “Ingiunzione da oltre 1 milione di euro sotto l’albero”.

Articolo nel quale si legge: “Per l’esecutivo Lettieri piove sul bagnato.

Dopo l’invito-diffida a pagare (con tanto di “minaccia” di pignoramento), oltre tre milioni di euro al Commissario ad Acta nominato nel 2018 dal Tar del Lazio, per un credito vantato dalla Fibe spa e Fibe Campania, nei giorni scorsi la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per mezzo del Dirigente dell’Unità Tecnica Amministrativa, ha provveduto a far notificare nelle mani del legale rappresentante del Comune un’ingiunzione di pagamento per il recupero di un credito di oltre 1 milione e 200 mila euro.

Soldi dovuti dall’Ente di Viale della Democrazia per un credito in materia di rifiuti. Un contributo stabilito nella misura complessiva di euro 0.0052 per chilogrammo di rifiuto conferito agli impianti di produzione. Senza tanti giri di parole il firmatario del Decreto ingiuntivo (fatto notificare dall’Ufficiale giudiziario del Tribunale di Nola) ha subito reso chiare le idee annunciando che, laddove si rendesse necessario, procederà ad esecuzione forzata nei termini di legge: ovvero un pignoramento.

Ovviamente – proseguiva l’articolo – per mettere una pezza ad un buco divenuto ormai una voragine, la Dirigente dell’Ufficio Affari Legali del Comune ha subito conferito mandato ad un legale di fiducia dell’Ente, provvedendo ad un impegno di spesa pari a 14.542,78 euro. Un vero e proprio salasso per le casse comunali. E’ chiaro che, fatta opposizione, i tempi si dilateranno. Ma sembra del tutto improbabile, che il debito sarà cancellato.

Seppur è vero, che tutto è possibile, probabilmente sarebbe stato meglio chiedere una rateizzazione lunga, cercando di evitare di pagare gli interessi (pari ad oltre 220 mila euro alla data del 30 ottobre scorso). Per amore della verità – aggiungeva il quotidiano – va sottolineato, che il debito in questione viene da lontano e, ad oggi, ha ricevuto il doppio sigillo sia dal Tribunale Amministrativo che dal Consiglio di Stato. Dinanzi a questa doppia sentenza un comune mortale si sarebbe arreso.

Ma poiché a pagare c’è sempre tempo (tanto a pagare sono sempre i contribuenti) il Comune, nonostante la diffida ricevuta nel settembre del 2014, ha fatto orecchie da mercante, tirando a campare, evitando di pagare e finendo così per trovarsi con una pesante ingiunzione di pagamento che ora rischia di creare, per una sommatoria di fattori, non pochi problemi al Bilancio dell’Ente.

Naturalmente la vicenda sarà al centro della discussione di stamani in Consiglio comunale, tra i malumori e la tensione di una maggioranza, costretta ad approvare a scatola chiusa”.

 

 

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