Ecco cosa scrive la stampa quotidiana circa i milioni di euro, che il Comune deve alla Fibe

Nello stesso giorno, ossia il 18 dicembre 2019, in cui veniva distribuito questo giornale, l’argomento dei 3,5 milioni di euro che il Comune deve alla società Fibe e di cui si riferiva nell’articolo della pagina accanto, veniva trattato anche dal quotidiano “Roma” attraverso un articolo dal titolo: “Tegola da oltre 3 milioni di euro sul Comune”. Articolo nel quale si legge:

“Una tegola pesante si è abbattuta sull’Ente comunale. A poche ore dall’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022 spunta un debito fuori bilancio di oltre 3 milioni di euro (per l’esattezza 3.498.261,01), da pagare cash alla Fibe spa ed alla Fibe Campania, per evitare l’azione di pignoramento dei conti dell’Ente.

A chiedere il pagamento vantato dal 2005 è stato il Commissario ad Acta Alfonso Di Carlo (Ordinario di Economia Aziendale all’Università Tor Vergata di Roma), nominato con apposita Ordinanza dal Tar del Lazio nel 2018, per dare esecuzione ad una precedente sentenza del Tar del 2007. La nota – proseguiva l’articolo – che sembra essere al momento sconosciuta a tanti, è giunta a mezzo posta certificata al protocollo del Comune lo scorso 7 novembre.

Ovviamente sulla vicenda, che si trascina stancamente da anni, al momento vige il massimo silenzio. Ma è certo, che ormai il credito va pagato senza se e senza ma. Insomma una doccia fredda per l’esecutivo Lettieri, che sapeva bene di questo debito, vista anche la sentenza del Tar del Lazio che, con una propria ordinanza (del 2018), ha provveduto a nominare il prof.Di Carlo Commissario ad Acta, al fine di dare esecuzione ad una sentenza del 2007 che in tanti, forse, pensavano superata.

Nella nota pervenuta all’Ufficio Gabinetto del Sindaco (e, di conseguenza, alla responsabile degli Affari Giuridici del Comune) il Commissario nominato invita e diffida l’Ente a pagare, specificando che: “voler confermare, a valere come certificazione del debito, l’esatto importo dovuto a titolo di tariffa fino al 15.12.2005 e degli interessi e penali come sopra specificati, con l’esclusione di qualsiasi eventuale controcredito vantato giudizialmente o stragiudizialmente e/o per il quale è stata eccepita compensazione (non rilevanti in questa specifica sede ex Ord.Tar…”).

Infine lo stesso intima: “In difetto di un riscontro e/o adempimento entro 30 giorni (dal 7 novembre scorso) dal ricevimento della presente, l’importo sopra indicato (ovvero 3.498.261,01 euro) si riterrà definitivamente attestato ed il sottoscritto provvederà, in luogo del soggetto inadempiente, alla relativa certificazione ed attivazione della procedura di recupero ai sensi di legge”). Dinanzi a questo invito/diffida – aggiungeva il quotidiano – c’è poco da fare.

Se non si è proceduto già a pagare (visto che il tempo è ormai abbondantemente scaduto), il Commissario ad Acta è autorizzato a pignorare i conti del Comune. Secondo voci che non trovano conferma, la nota del Commissario (che agisce per conto della Fibe spa e della Fibe Campania), sarebbe stata comunicata anche agli assessori, creando non poche tensioni nell’esecutivo targato Lettieri che, tra 48 ore, si appresta ad approvare un Bilancio di Previsione sapendo bene, che gli oltre 3 milioni di euro dovranno essere pagati senza esitazione.

In verità il credito vantato da Fibe spa e dalla Fibe Campania all’inizio era molto minore all’attuale divenuto esigibile e sembra che i dirigenti dell’epoca disposero i dispositivi di liquidazione, a cui non si diede corso”.

 

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