“Parco ‘900”: si “ondeggia” tra un condono edilizio mascherato ed un danno erariale per l’Ente

Relativamente alla questione “Parco ‘900”, sito nel popoloso e periferico quartiere “Spiniello” e di cui riferivamo in precedenza, secondo alcune fonti non investigative ma attendili, non è da escludere che alcuni aspetti della vicenda, siano stati rappresentati alle Forze dell’Ordine che, probabilmente, avranno avviato anche un’attività d’indagine.

Innanzitutto si parte dal 14 agosto 2015, quando il sindaco Lettieri avrebbe specificato, che gli Uffici comunali avevano verificato che, per il Parco ‘900, risultavano rilasciate diverse concessioni in sanatoria, che legittimavano ulteriori volumetrie. In particolare con l’occupazione di aree destinate a porticati dei fabbricati con destinazione ad attività commerciali. In tal caso fu avviato il procedimento per la revoca delle predette concessioni in sanatoria, ritenute in violazione di legge e di uno specifico atto d’obbligo della proprietà, a lasciare le suddette aree a destinazione porticato.

Sei giorni dopo il Dirigente all’Urbanistica Arch.Concetta Martone, con una nota indirizzata al Comandante della Polizia Municipale ed al Sindaco, avrebbe evidenziato che “per oltre 10 anni nessuno aveva rilevato irregolarità, né i tecnici, che istruirono le pratiche di agibilità, né i poliziotti municipali, che effettuarono sopralluoghi nei locali commerciali ubicati al piano terra di detti immobili, né il SUAP, che consentì lo svolgersi di tale attività”.

E, con più atti successivi, che vanno dal novembre del 2015 al febbraio del 2016, Martone avrebbe disposto l’annullamento, in autotutela, dei titoli edilizi in sanatoria rilasciati all’attuale società World Trading Buildings.

Nello specifico detti provvedimenti in sanatoria sarebbero stati emanati in quanto, in fase di esame delle richieste di condono del 2007, non sarebbe espressamente emerso, né fornito, il consenso da parte dell’Ente comunale sulla parte di porticato occupata ed oggetto di condono.

In sintesi, i porticati “trasformati” in attività commerciale. Successivamente detti atti di revoca vennero impugnati dalla suddetta società dinanzi al Tar Campania ed al Consiglio di Stato. Ma in entrambi i casi i ricorsi furono respinti, perché i giudici amministrativi ritennero, che il vincolo non fosse derogabile. Ciò nonostante l’Amministrazione comunale, anziché adottare i provvedimenti consequenziali (imposti per legge), ovvero l’acquisizione al patrimonio comunale dei locali abusivi o, in alternativa, imporre al costruttore il ripristino dello stato dei luoghi, rimase del tutto inerte.

Consentendo, di fatto, il protrarsi della condotta antigiuridica. Da qui, poi, si giunge alla stretta attualità, con la società che, l’anno scorso, si rese disponibile a cedere gratuitamente aree a compensazione dell’eventuale vulnerazione del pubblico interesse, specificando che l’area da cedere gratuitamente al Comune è individuata nell’area di parcheggio adiacente al Parco ‘900.

L’Amministrazione comunale ha espresso parere favorevole rispetto alla proposta avanzata dalla società, definendo l’operazione conveniente per l’Ente, che si ritroverebbe gratuitamente proprietaria di un’area di parcheggio di 1761 mq in una zona, nella quale ve n’è di particolare necessità.

Decisione che fa infuriare, però, gli ambientalisti locali, in particolare Alessandro Cannavacciuolo perché nasconderebbe, di fatto, a detta loro, un mascherato condono edilizio e perchè rappresenta un ingiusto beneficio economico e giuridico nei confronti della società costruttrice che, nel cedere gratuitamente l’area di parcheggio (già realizzato in un’area classificata nel PRG come zona F1 (aree per verde ed attrezzature) come forma di compensazione si ritrova, di fatto, condonati 2.467,4 mc di struttura abusiva adibita ad attività commerciale.

E tale beneficio comporterebbe un notevole danno erariale all’Ente comunale, se si considera che il Comune avrebbe dovuto e potuto acquisire a patrimonio comunale, già nel 2015, le opere abusive con annesse aree circostanti. Va da sé che, solo un’eventuale attività info-investigativa da parte delle Forze dell’Ordine, magari con l’acquisizione della documentazione disponibile agli atti, potrebbe far emergere eventuali illeciti amministrativi commessi in questi anni.

Anche perché sarebbe un modo per evitare che, qualora siano state violate le normative in materia di edilizia, la prosecuzione dell’abuso possa aggravare ancora di più le conseguenze del reato. Tralasciamo infine, almeno per ora, gli altri aspetti della vicenda, che riporterebbero alla sfera più strettamente politica ed al periodo (2012), che videro l’elezione a sindaco dell’attuale primo cittadino.

Fatti denunciati dal Cannavacciuolo, unitamente agli altri attivisti, alla Procura della Repubblica territorialmente competente.

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