Assalti ai contadini di Pezzalunga, coppia arrestata

Rapine nei campi, coppia arrestata. E’ quanto stabiliva il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola Teresa Valentino che, nei giorni scorsi, emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due 42enni del posto.

Il Pubblico Ministero concordava con le risultanze investigative dei Carabinieri, nell’ambito di un’indagine portata avanti dai Militari dell’Arma della locale stazione, agli ordini dal Comandante Giovanni Caccavale e coordinati dalla Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del Capitano Marco Califano.

Secondo l’accusa i due avrebbero commesso altrettanti raid lo scorso 5 giugno in contrada Pezzalunga, una delle due frazioni di Acerra, a poca distanza l’uno dall’altro.

Nel primo raid, avvenuto intorno alle ore 14:00, un contadino sarebbe stato minacciato con la pistola e depredato della somma di 15 euro, contenuta nel borsello. Nel secondo raid, invece, avvenuto dopo mezz’ora in via Torricelli un agricoltore, fiutato il tentativo di rapina, sarebbe riuscito a scappare. Stando alle contestazioni, i due si sarebbero divisi i compiti. Il primo guidava lo scooter di sua proprietà, mentre il secondo impugnava la pistola e la puntava contro la vittima.

Determinanti, per la positiva conclusione delle indagini, si sono comunque rivelati i dettagli, che le vittime ricordavano e che hanno fornito ai Carabinieri, come alcune cifre della targa dello scooter.

Duranti le fasi dell’arresto uno dei soggetti rintracciati a casa provava a farla franca in maniera goffa, cercando di nascondersi sotto il letto. Ma, chiaramente, in modo vano. Il motorino incriminato, un Piaggio Beverly, veniva dissequestrato pochi giorni fa.

La coppia (per la quale vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato), avrebbe poi sostenuto, nei giorni scorsi, l’interrogatorio di garanzia. Entrambi assistiti dai loro legali di fiducia, avranno potuto chiarire la loro posizione e fornire eventualmente una propria versione dei fatti contestati.

Anche se, al momento, appare difficile smontare il castello accusatorio edificato dall’accusa nei loro confronti.

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