Decadenza dalla carica del Consigliere Soriano: l’iter procedurale consiliare

Era durante il Consiglio comunale del 23 ottobre scorso che, nel corso del suo intervento, il Presidente Andrea Piatto accennava alla probabile decadenza del Consigliere di minoranza Giuseppe Benito Soriano (Pd), con avvio del procedimento di decadenza dalla carica di Consigliere, in quanto aveva fatto registrare 6 assenze consecutive in altrettante adunanze del Civico consesso, senza giustificati motivi. Ed alla prima utile, ossia alla settima, si doveva attivare detto procedimento.

Consigliere che aveva 10 giorni di tempo, per produrre osservazioni, scritti difensivi, oppure per chiedere di essere sentito dal Consiglio comunale. Osservazioni che, qualora fossero state respinte, dopo 10 giorni il Consiglio comunale avrebbe potuto votare per la decadenza del suo membro.

Nello specifico al Soriano erano contestate assenze, racchiuse in un periodo temporale, che va dal 25.02.2019 al 24.09.2019, “senza far pervenire alcuna giustificazione – precisa Piatto nella sua nota trasmessa al Sindaco, al Segretario generale ed ai Consiglieri – nei modi stabiliti dal Regolamento. Né risulta ai verbali approvati, che il Presidente del gruppo consiliare, a cui è iscritto, abbia effettuato motivata comunicazione giustificativa delle assenze in oggetto”.

Dopo aver dato avviso dell’avvio del procedimento di decadenza dalla carica di Consigliere, la questione veniva affrontata durante il Consiglio comunale monotematico datato 18.11.2019. Nel frattempo il Consigliere Soriano aveva prodotto memorie giustificative citando, in particolar modo, situazioni afferenti il proprio stato di salute e la propria attività lavorativa.

E, tra le osservazioni addotte, c’era anche quella, secondo la quale “nessuna norma stabilisce, che le assenze per mancato intervento dei Consiglieri nelle sedute del Consiglio comunale debbano essere giustificate preventivamente di volta in volta, potendo essere motivate successivamente anche dopo la notifica all’interessato della proposta di decadenza (sentenze Consiglio di Stato n.5277/2007 e Tar Calabria n.925/2018).

E’ sufficiente che il Consigliere comunale presenti idonee giustificazioni alle sue assenze dalle sedute del Consiglio, rendendo illegittimo un eventuale provvedimento di decadenza a suo carico (sentenza Tar Liguria n.10019/2010). Inoltre – aggiungeva il 25enne esponente del Pd – le valutazioni mediche giustificative dell’assenza per motivi di salute, non sono suscettibili di sindacato (sentenza Consiglio di Stato n.4859/2008)”.

Poi mercoledì 6 novembre passava a produrre osservazioni per ciascuna delle assenze contestate. E precisava: “La mia astensione dalle sedute del Consiglio comunale non può e non deve confondersi con una definitiva abdicazione del ruolo rivestito, considerato da sempre un impegno ed un dovere verso gli elettori ed estrinsecatosi in azioni, capaci di dare attuazione al mandato elettivo.

Infatti, sin dall’inizio della consiliatura, congiuntamente al Capogruppo consiliare, ho svolto una serie di attività di carattere propulsivo e di controllo”. Ed è così che chiedeva al Consiglio comunale di archiviare, attraverso apposita votazione (a scrutinio segreto ndr) il procedimento di decadenza posto in essere avvertendo che, in caso contrario, si riservava di tutelare i propri diritti nelle sedi opportune, con rivalsa degli eventuali danni subiti e subendi.

 

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