La Corte d’Appello di Napoli conferma la condanna a 10 mesi a carico dell’ex Consigliere Ricchiuti

Confermata dalla Corte d’Appello di Napoli, che ha così scongiurato la prescrizione, lo scorso 31 ottobre, la sentenza di condanna sul cosiddetto voto di scambio, a carico dell’ex Consigliere comunale di maggioranza Nicola Ricchiuti (condannato, il 3 aprile 2017, a 10 mesi di reclusione con pena sospesa e con la sospensione dal diritto elettorale e dai pubblici uffici per 5 anni e che fu dichiarato poi decaduto durante il Civico consesso del 13 luglio 2013 appositamente convocato).

Ex amministratore candidatosi a sostegno della coalizione del sindaco Lettieri, imprenditore del settore sicurezza e vigilanza, eletto con 341 voti alle amministrative di maggio 2012 tra le fila della lista “Acerra è Tua”, che faceva capo al Consigliere comunale Andrea Piatto.

L’imputazione, formulata dall’allora Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, Cristina Curatoli, specificava che “l’offerta o la promessa di denaro e posti di lavoro, al fine di ottenere il voto elettorale, era stata fatta dall’imputato ad un numero indeterminato di persone…”.

La sentenza, che recava la firma del Giudice monocratico Chiara Bardi, inflisse anche quattro mesi di reclusione (pure in questo caso pena sospesa) con la sospensione dei diritti politici e dai pubblici uffici per 2 anni ad un ex dipendente del Ricchiuti.

Ed è ancora memoria di tutti il ricordo della notizia, dello scorso settembre, dello smarrimento dei fascicoli negli uffici del Tribunale di Napoli, per cui il processo di secondo grado sul voto di scambio politico elettorale rischiava di saltare. La qualcosa rendeva sempre più concreta la possibilità, che i reati contestati finissero in prescrizione.

A quel punto scattava una corsa contro il tempo. Ma i Giudice della Corte di Appello di Napoli, dopo aver provveduto a sporgere regolare denuncia di smarrimento dei fascicoli del processo di primo grado, annunciavano anche che il processo di secondo grado si sarebbe celebrato.

Poche ore prima l’Ispettorato del Ministero della Giustizia veniva incaricato dal Guardasigilli Alfonso Bonafede, di compiere accertamenti preliminari sul caso dei fascicoli smarriti. Dal canto loro i legali della parte civile lottavano contro il possibile colpo di spugna, tentando di ricostruire il fascicolo del processo di primo grado, con l’obiettivo di far partire quello di secondo grado.

Cosa che avrebbe bloccato la prescrizione del reato e la mancata applicazione di un’eventuale condanna definitiva in Cassazione. Fermo restando che, in tale processo, il Comune non si è mai costituito parte civile nei confronti del 44enne, nonostante le richieste avanzate in tal senso nel 2016 da alcuni Consiglieri di opposizione all’allora Presidente del Consiglio comunale.

Perciò il Comune non risulta parte lesa. Scontato il ricorso in Cassazione di Ricchiuti (per il quale comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato), che non potrà più avere rapporti imprenditoriali con la pubblica amministrazione in base alla legge spazzacorrotti. Si aspettano ora le motivazioni della sentenza, che saranno rese note in 90 giorni.

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