Dubbi sulla legittimità delle procedure concorsuali: Auriemma scrive alla Piscopo

Il capitolo concorsi banditi al Comune (un argomento che, ad Acerra, è ormai di casa da anni e che finisce, quasi sempre, per evocare la cosiddetta presunta “parentopoli”), tornava alla ribalta a seguito di una nota, trasmessa lo scorso 17 ottobre dal Consigliere comunale e Presidente della Commissione di Vigilanza Carmela Auriemma, al Segretario generale, nonché Dirigente al Personale del Comune Maria Piscopo, al Presidente dei Revisori dei Conti Aldo Pellegrino e all’Assessore al Personale.

Una nota (di cui riportiamo di seguito il testo), che solleva non pochi dubbi sulla legittimità delle procedure concorsuali espletate in questi ultimi anni e che hanno visto, quali componenti delle Commissioni esaminatrici, sempre i Dirigenti dell’Ente di Viale della Democrazia.

“Gentilissima dott.ssa Piscopo, in qualità di Presidente della VII Commissione di Vigilanza, la presente per chiederLe una relazione dettagliata circa la legittimità delle procedure e, quindi, dei conseguenti atti, relativi all’iniziativa del Comune di reclutare, attraverso l’indizione di concorsi pubblici, figure professionali, tra le quali: Istruttori di Vigilanza cat.C1, Assistenti Sociali cat.D1, Istruttori Direttivi Tributari cat.D1, Istruttori Direttivi Contabili cat.D1, Istruttori Direttivi Legali cat.D, Istruttori Direttivi Tecnici cat.D1, Istruttori Direttivi Amministrativi cat.D1.

Com’è ben noto, molte di queste figure sono state oggetto di vari concorsi, sia a tempo pieno che a part-time. Ed in particolare sorgono dubbi circa la legittimità dell’azione amministrativa in merito ad un’eventuale violazione dell’art. 3, comma 101, della Legge 244/2007, il quale prevede che: “Per il personale assunto con contratto di lavoro a tempo parziale, la trasformazione del rapporto a tempo pieno può avvenire nel rispetto delle modalità e dei limiti previsti dalle disposizioni vigenti in materia di assunzioni. In caso di assunzione di personale a tempo pieno è data precedenza alla trasformazione del rapporto di lavoro per i dipendenti assunti a tempo parziale, che ne abbiano fatto richiesta”.

Tale norma prevede espressamente un diritto “privilegiato”, per chi è titolare di un rapporto di lavoro part-time, ad ottenere la trasformazione in un rapporto di lavoro c.d. a tempo pieno. Inoltre del tutto incomprensibili sono le ragioni, che hanno indotto il Comune, ad optare sempre all’indizione di nuove procedure di selezione, senza piuttosto attingere alle graduatorie già in vigore e costituite, meno di un anno fa, per le medesime figure professionali.

Ad esempio, del tutto inspiegabili sono le motivazioni, anche in termini di opportunità, che sottendono la decisione di fare ben tre concorsi, a distanza di un poco più di un anno, per il reclutamento della medesima figura professionale quale “istruttore direttivo tecnico” e non si è proceduto, invece, alla trasformazione di posizioni lavorative da part-time in full time o allo scorrimento della graduatoria, visto che lo stesso avviso pubblico espressamente prevedeva la possibilità, che l’“efficacia” della graduatoria fosse estesa anche a future assunzioni relative alla medesima figura professionale.

Infine, da alcuni accertamenti effettuati, risulta che gli istruttori di vigilanza (Vigili Urbani ndr) assunti a tempo part-time nell’anno 2019, hanno fin da subito svolto numerose ore di straordinario. Sintomo, questo, che la scelta di optare per un regime a tempo parziale, non rispondeva alle reali esigenze dell’Amministrazione.

Del resto la stessa indizione, a pochi mesi di distanza, del medesimo concorso questa volta a tempo pieno, avvalora il fondato sospetto, che l’intera programmazione delle assunzioni, nonché dell’intero personale comunale, non siano programmate e razionalizzate, tenendo conto delle reali esigenze amministrative, ma soprattutto non siano orientate al contenimento della spesa pubblica.

Perché è innegabile, che il duplicarsi o il triplicarsi di concorsi “copia” a distanza di pochi mesi, espone il Comune ad ingenti spese, alle quali si dovranno aggiungere quelle relative ad un personale assunto a part-time ma che, in termini di ore di straordinario, costa al Comune molto di più di quanto sarebbe costato, se quella medesima posizione fosse stata assunta fin dall’inizio a tempo pieno.

Alla luce delle perplessità esposte, Le chiedo di relazionare in merito alle questioni sollevate. Certi di un celere riscontro”.

Ovviamente continueremo a seguire la vicenda, per potervi informare sull’evoluzione della stessa.

 

 

 

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