Uno spiazzale intitolato alla memoria del finanziere scelto Gennaro Esposito

Alla presenza del Comandante regionale della Guardia di Finanza, generale di Divisione Virgilio Pomponi, del sindaco Lettieri, del Vescovo Antonio Di Donna e di altre autorità civili si teneva, lo scorso 5 ottobre, la cerimonia di intitolazione del “Largo” antistante al Civico Cimitero alla memoria del finanziere scelto Gennaro Esposito. Nato ad Acerra il 23 giugno 1963, Esposito si arruolò nel Corpo della Guardia di Finanza nel 1983, frequentando il XII corso “Berane” presso il battaglione allievi finanzieri di Mondovì e poi il II corso di specializzazione Antiterrorismo e Pronto Impiego (“baschi verdi”).

Nel 1988, dopo aver terminato il periodo di formazione ed aver prestato attività di servizio a Palermo svolgendo, tra l’altro, servizi di scorta e tutela a personalità dello Stato impegnate nella lotta alla mafia nel difficile contesto della Sicilia degli anni ’80, fu trasferito a Bari presso la III Compagnia Anticontrabbando. Il 18 maggio 1992, nel corso di una specifica attività di servizio per il contrasto al contrabbando di sigarette, mentre si stava recando a Torre a Mare, per bloccare uno sbarco di tabacchi di contrabbando perse la vita, a soli 28 anni, per le gravi ferite riportate, a seguito dell’impatto tra la moto sulla quale viaggiava ed un’autovettura.

Con Decreto del 18 ottobre 1993 il finanziere scelto Esposito è stato riconosciuto “Vittima del Dovere” ed iscritto nell’apposita graduatoria unica nazionale istituita dal Ministero dell’Interno. Alla manifestazione di sabato prendeva parte la banda musicale della Guardia di Finanza che, dopo aver accompagnato le varie fasi della cerimonia, si esibiva in un breve concerto.

Quello di cui nessuno scrive, è che la realizzazione di questa cerimonia è costata alle casse comunali 10.000,00 euro, di cui 5.500,00 euro per il buffet per 200 persone (almeno così recita la Determina dirigenziale n.1202), tenutosi presso il Liceo “Alfonso Maria dè Liguori” ed il pranzo per 55 ospiti, tenutosi presso una struttura sita a via Annunziata e che ha operato in nome e per conto di una Cooperativa Sociale. E cosa c’era di meglio, alla fine della manifestazione, se non un bel pranzo, per affogare o stemperare il dolore per la perdita di un giovane servitore dello Stato e per onorarne la memoria?

A proposto, in occasione della cerimonia di sabato 5 ottobre e della relativa chiusura di via Muro di Piombo, i classici venditori di fiori e piante non hanno potuto ivi allocare le loro attrezzature e, quindi, lavorare come di consuetudine.

 

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