Commissione di Vigilanza: affrontata la questione della custodia dei cani accallappiati

Veniva convocata lo scorso 4 ottobre la Commissione consiliare di Vigilanza, presieduta dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale poneva all’ordine del giorno la Determina dirigenziale n.1506 del 9.11.2016, avente ad oggetto “il servizio di custodia e mantenimento degli animali randagi”.

Oltre ai Consiglieri S.Maietta, A.Gallo, P.Montesarchio, D.Zito e D.Catapane, erano presenti il Dirigente all’Ambiente Maria Piscopo, convocata in audizione e la dipendente Lina Lupoli. Ma da subito l’esponente pentastellata faceva emergere una sintomatica e sostanziale criticità nella gestione del servizio di custodia e mantenimento dei cani randagi accallappiati da parte della ditta “La Sfinge”, che ha in appalto tale servizio fino al 30 novembre prossimo.

Alla quale, tra l’altro, dovrebbe subentrare una nuova ditta, dopo che sarà espletata la gara presso la Stazione Unica Appaltante. “Ci sono dei dubbi, su come viene gestito il servizio – esordiva Auriemma – mentre occorre precisare, che se prima i cani trasferiti dalla vecchia società alla nuova erano 150, adesso sono 222, ossia 70 cani in più.

Ed i numeri tengono conto anche dei decessi. Ma stando al Capitolato d’Appalto, la ditta doveva produrre un rilievo fotografico di tutti i cani da essa tenuti e censirli con questa modalità. Invece il numero degli animali è stato calcolato solo attraverso i microchip, che possono essere anche sostituiti e passati ad altri cani presi, mentre all’Ente comunale si omette di riferire del decesso di un cane.

Per questo era importante avere la foto dei cani, anche per controllare quelli effettivamente deceduti. E quindi, nonostante che abbiamo pagato alla ditta 260 mila euro all’anno, ci troviamo dinanzi ad una mancata ottemperanza del Capitolato d’Appalto”.

Tra l’altro emergeva durante la discussione che, in alcuni casi, la precedente ditta non aveva trasferito a quella subentrata tutti i cani, perché alcuni di essi avevano la lesmaniosi. E la legge blocca il passaggio di cani malati, finchè non sono del tutto guariti.

Dal canto suo l’impiegata comunale forniva delle informazioni sull’iter del censimento dei randagi accallappiati, che parte dalla segnalazione fatta al Comando della Polizia Municipale, che ne dà tempestiva comunicazione all’Asl Napoli 2 Nord – Servizio Animali d’Affezione. L’Asl allerta per la cattura l’Associazione Fido Felix, convenzionata con l’Asl stessa, che provvede alla cattura ed alle eventuali prime cure.

Nel caso in cui il cane abbia già un microchip, si provvede alla denuncia del proprietario per abbandono. Se invece si tratta di un randagio, questo viene microchippato ed iscritto all’Anagrafe Canina regionale come affidato al Comune di Acerra.

Che, una volta all’anno, in collaborazione con l’Asl, organizza una giornata di sensibilizzazione per i proprietari di animali, proponendo la microchippatura e la vaccinazione gratuita, facendo anche prevenzione del randagismo attraverso il controllo del territorio.

Magari con una campagna di controllo sui cani padronali e l’incentivazione delle adozioni anche in manifestazioni, che si svolgono in altri Comuni.

Durante la Commissione consiliare, inoltre, emergeva che se qualcuno adotta un cane, questo non viene più conteggiato nell’Anagrafe Canina, mentre i cani sequestrati non sono conteggiati come gli altri e, nel caso specifico, furono lasciati presso il precedente gestore. Inoltre, quantunque un’Asl confermi un’adozione, gli organi di controllo devono accertare, che non siano state effettuate o siano in atto frodi.

Infatti a Grazzanise, ad esempio, furono trovati nel canile tutti i cani, anche quelli formalmente adottati. Lasciati lì dai proprietari. E mentre la Piscopo precisava, che il personale della Polizia Municipale effettua un continuo monitoraggio degli animali custoditi dalla ditta, che attualmente gestisce il servizio, il Consigliere Auriemma affermava:

“Visto che il passaggio di cantiere tra la ditta uscente e quella subentrante avviene per step e che, all’anagrafe canina, c’è la descrizione dell’animale, la razza, la taglia, il colore, il sesso, l’anno di nascita, ma non la foto, ci dev’essere pur un motivo, se il Capitolato d’Appalto ha espressamente previsto che, a tutte le informazioni, a cui possiamo accedere, doveva essere visibile anche la foto dell’animale. Nel frattempo abbiamo scritto anche al garante degli animali”.

Comunque gli Uffici si rendevano disponibili a fornire qualsiasi altro chiarimento o documentazione, utile a dirimere ulteriori dubbi.

 

Joseph Fontano

 

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