L’accusa del Vescovo Di Donna: “Smaltire sempre nello stesso territorio è diabolico”.

Era durante l’undicesima edizione del Forum internazionale dei rifiuti, tenutosi lo scorso 21 settembre ad Ischia ed organizzato dal Consorzio “Poli.Eco”, che il Vescovo di Acerra, Mons.Antonio Di Donna, rendeva ancora una volta una testimonianza dura in tema di ambiente.

Ad ascoltare le parole dell’alto prelato c’erano magistrati, politici e rappresentanti delle Forze dell’Ordine di livello internazionale. Un convegno moderato dal Direttore del Consorzio, Claudia Silvestrini, una donna che, nonostante le tante e reiterate intimidazioni ricevute, va avanti per la sua strada, nell’interesse esclusivo della tutela dell’integrità della vita.

“Intervengo come Vescovo di Acerra in una terra segnata dall’inquinamento ambientale – esordiva Di Donna – e parlo a titolo di pastore convertito dalla sofferenza del suo popolo, perché noi crediamo al nesso tra l’inquinamento ambientale e l’insorgenza di malattie e morte, soprattutto di giovani e bambini.

Il problema ambientale in Campania è noto e, come più volte ho ribadito, la cosiddetta Terra dei Fuochi non è un territorio, ma un fenomeno, che sempre più si estenderà al Paese intero.

In Campania ogni giorno si producono 5 mila tonnellate di rifiuti urbani, 22 mila tonnellate di rifiuti industriali e 6 mila di rifiuti industriali occulti, scarti di industrie che lavorano in nero. Scarti che devono essere smaltiti solo illegalmente, spesso sversati ed incendiati nelle campagne, dando vita ai roghi tossici e nocivi.

Chi governa – proseguiva il Vescovo – sa bene che all’origine delle varie emergenze campane ci sono la disoccupazione diffusa, la camorra, il lavoro nero, l’industria disonesta ed i colletti bianchi insozzati. Se non si ha la volontà politica e la capacità di intervenire, mai sarà possibile un vero contrasto ai danni ambientali, che provocano disagi, malattie e morti”.

Parole pesanti, accuse al vetriolo, ribadite in più circostanze. Poi l’attacco finale, che riscuote applausi scroscianti: “Da tempo chiedo alle istituzioni, che facciano per i nostri territori una sorta di moratoria che blocchi l’autorizzazione a nuovi impianti inquinanti.

Territori che già hanno pagato un prezzo molto alto. Non è bene che si infierisca sempre sugli stessi e su Acerra, approfittando della rassegnazione di queste città, che purtroppo piangono i loro morti. Smaltire sempre nell’area, che comprende Acerra, Caivano e Giugliano, è diabolico”.

 

Maria Luigia Feldi

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