Stop inceneritore, Acerra scongiura l’utilizzo della piazzola n.2 come discarica anti-emergenza

Lo stop totale dell’inceneritore per circa 40 giorni, con il fermo di tutte e tre le linee programmato da alcuni mesi dall’A2A, a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura, ossia il meccanismo che, recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti, gira vorticosamente, per produrre elettricità per 107 megawatt e di cui già vi avevamo riferito sull’ultimo numero di Oblò, culminava nella Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e chiusa nel 2012 dopo un devastante incendio, che incenerì migliaia di tonnellate di rifiuti accumulati durante le varie emergenze.

E ciò nell’ottica degli appelli, rivolti a tutti gli Enti locali, dal Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, in cui ribadiva “la necessità di trovare subito siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti, in grado di reggere circa due mesi”.

Piazzola individuata dalla Città Metropolitana e dalla Regione Campania e proposta da Sap.Na per il rilascio dell’autorizzazione unica (ex art. 208 D.Lgs. n.152/06). Alla suddetta Conferenza partecipavano il Dirigente comunale all’Ambiente Maria Piscopo, l’Arpac, la Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), oltre al Consigliere comunale Carmela Auriemma e a quello regionale Maria Muscarà (entrambe del Mov.5 Stelle) e ad alcuni esponenti presenti dei vari Comitati ambientalisti.

Scopo comune era quello di scongiurare lo sversamento di 21 mila tonnellate di rifiuti sulla suddetta piazzola, grazie al parere sfavorevole del Comune ed alle osservazioni prodotte durante la Conferenza dalla Auriemma; di sollevare l’incompetenza della Regione al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.) e di considerare non valida la convocazione per mancanza di titoli abilitativi di base. Conferenza dei Servizi poi rinviata dalla Regione al 31 luglio scorso, a seguito dei pareri assolutamente sfavorevoli, anche sotto l’aspetto urbanistico-edilizio, presentati nei giorni precedenti dal Comune.

Secondo il quale “il sito di stoccaggio non può essere considerato autorizzato con Ordinanza commissariale n.167/2015, come ritenuto da Sap.Na.

Infatti, quest’Ordinanza è stata annullata dal giudice amministrativo con sentenza passata in giudicato per carenza della prescritta Valutazione d’Impatto Ambientale (Via). Né, come ritenuto da Sap.Na, l’utilizzo del sito può essere considerato legittimamente autorizzato con Ordinanza commissariale n.395/2006, successivamente prorogata. Infatti anche questa è stata annullata dal giudice amministrativo, così come sono state annullate altre Ordinanze commissariali ex art. relative all’utilizzo eccezionale e temporaneo della piazzola n.2.

Inoltre per il Comune Sapna non può invocare neanche l’art. 29-octies, comma 2, lett.b), inconferentemente richiamato da Sap.Na, in quanto la norma disciplina il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale, ma tale titolo autorizzatorio non è stato mai rilasciato per il sito di stoccaggio in località Pantano. Il Comune ha sottolineato nuovamente, che non è rinnovabile un provvedimento non esistente. La medesima richiesta di autorizzazione alla costruzione e gestione del sito, oggetto della Conferenza dei Servizi, conferma che l’autorizzazione viene richiesta in quanto non esistente.

Per il Comune, comunque, l’istanza di autorizzazione ex art. 208 D.lgs. n.152/06 non può essere rilasciata, in quanto il procedimento di autorizzazione e gestione degli impianti di gestione dei rifiuti tipizzato dalla legge prevede un’autorizzazione preventiva, non in sanatoria. La legge impone comunque, il preventivo favorevole esperimento del sub-procedimento di V.I.A. sull’intero sito.

In attuazione del principio di globalità della V.I.A. non è possibile il frazionamento dell’impianto, quale quello proposto da Sap.Na, relativo alla richiesta di autorizzazione della sola piazzola n.2, senza considerare cioè, anche le altre piazzole, quali quelle confinanti. Inoltre, in sede di V.I.A. occorre considerare non solo l’impatto dell’intero sito di stoccaggio comprensivo di tutte le piazzole, di cui è composto, ma anche l’impatto cumulativo con tutti gli altri impianti di gestione di rifiuti, ad iniziare dall’inceneritore, già autorizzati ed in corso di autorizzazione nella medesima località Pantano.

Oltre che con i rifiuti ancora stoccati sulle piazzole confinanti. Infine, visto che la piazzola n.2 è già stata in passato oggetto di incendio, il Comune ha ricordato il mancato richiamo negli elaborati Sap.Na di tutte le prescrizioni di natura tecnica ed anche finanziaria richiamate dalla Circolare del Ministero dell’Ambiente del 21.1.2019.

 

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