Corteo anti-roghi, contestato il Sindaco ed alcuni amministratori

Durante il corteo anti-roghi, organizzato dal comitato “Basta Roghi”, con la partecipazione di diverse associazioni della “Terra dei Fuochi” e dell’area vesuviana; svoltosi nel pomeriggio dello scorso 7 settembre; partito da piazza Castello; che attraversava alcune strade cittadine, fino a raggiungere i Regi Lagni, dove veniva sistemato simbolicamente uno striscione ed al quale prendevano parte circa mille persone, così come riportato il giorno successivo anche da alcuni quotidiani, il sindaco Lettieri ed il suo entourage, composto dall’Assessore Lombardi e dai Consiglieri Piatto e Rea, venivano duramente contestati da alcuni manifestanti, al loro arrivo alla marcia.

Il gruppo politico veniva accolto al grido di “assassini, assassini” ed invitato ad andare via. Lettieri veniva anche raggiunto da un pò d’acqua lanciata da una bottiglietta. Ovviamente l’invito non veniva raccolto dal primo cittadino, protetto da alcuni agenti delle Forze dell’Ordine.

Dopo lunghi attimi di tensione, il corteo riprendeva il proprio itinerario e tornava a concentrarsi sulla finalità della manifestazione, che era quella di chiedere a gran voce, a tutte le Istituzioni, di porre fine ai roghi, che stanno minando da mesi la salute e l’incolumità di intere comunità.

Al Comune, ma anche al Governo, alla Regione Campania ed alla Città Metropolitana, i manifestanti rimproveravano il mancato intervento contro la rimozione dei rifiuti, spesso consistenti in scarti di lavorazione industriale, abbandonati nelle campagne e lungo le strade provinciali e poi dati alle fiamme. Ma anche i mancati interventi preventivi di diserbazione e di decespugliamento, che avrebbero potuto limitare di molto il numero dei roghi tossici e nocivi estivi, favoriti anche dalle elevate temperature e dalla copiosa presenza di erbacce e di rovi.

Oltre un migliaio di persone, dunque, tra le quali molte mamme e bambini che, tra rabbia e speranza, srotolavano cartelli e striscioni contro questo modo di vivere. Nel corteo c’erano storie di indignazione e di dolore, tra cui emergono purtroppo quelle dei genitori, che hanno perso i propri figli a causa dei cosiddetti mali incurabili.

“C’è stato un calo di tensione sui roghi nella Terra dei Fuochi – affermavano gli organizzatori – e gli incendi di rifiuti, spesso sversati da piccole imprese che lavorano a nero, sono ripresi. Oggi siamo scesi in piazza anche per i nostri bambini, per sensibilizzare le istituzioni a fare di più per l’ambiente”.

Ma una cosa risultava evidente da “quest’esposizione pubblica” degli amministratori locali, ossia che molto probabilmente il tempo delle passerelle e degli slogan propagandistici è ormai terminato.

 

 

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