Compost non regolare sversato nei campi, pubblicato anche un video scioccante

Era la stampa quotidiana, in data 27.07.2019, a riportare la notizia dell’inchiesta, pubblicata due giorni prima da Fanpage con un video, che era davvero di quelle scioccanti. E, al di là della pericolosità o meno dei rifiuti sversati, la vicenda induceva ad una riflessione consequenziale, ossia lo scarso controllo del nostro territorio da parte degli organi competenti, poliziotti municipali compresi, nonostante il recente ampliamento dell’organico conseguente alle assunzioni effettuate.

Ecco cosa scrivevano in proposito i giornali. “Nel filmato si vedono alcuni camion, che sversano tonnellate di “finto” compost, secondo quanto denunciato dalla testata giornalistica on line, sui campi di Acerra. Il “falso fertilizzante”, poi risultato zeppo di plastiche, metalli e vetri, è stato scaricato a Calabricito e a Lenza Schiavone, due aree in passato più volte violate dall’ecomafia.

Sempre in base alla stessa inchiesta un terreno usato per gli sversamenti, dopo uno scarico della sostanza incriminata, è stato anche coltivato ad ortaggi. Gli scarichi killer sono stati filmati per giorni da un drone, fatto volare dagli ambientalisti locali.

Ed il finto compost è stato anche fatto analizzare. Dalle analisi, effettuate presso un laboratorio privato accreditato, è emerso che il materiale spacciato come compost non sarebbe altro che un ammasso di rifiuti triturati. Scaricati su ettari ed ettari di campagna. Un’operazione di scarico fuorilegge di materiali pericolosi per la salute, che è stata seguita con pedinamenti ed appostamenti dagli ambientalisti dell’area e dai giornalisti di Fanpage.

“Vedete, questa è una calamita – le parole nel video di Alessandro Cannavacciuolo, ecologista ed attivista del Movimento 5 Stelle – non appena è entrata in contatto con il finto compost, ha attratto migliaia di frammenti di metallo. E poi – ha aggiunto, mentre frugava nella sostanza – basta guardare: ecco del vetro, altri metalli, plastiche di varia pezzatura e tipologia”.

Ma non solo. Anche idrocarburi pesanti. L’esito delle analisi, fatte effettuare dagli ecologisti, purtroppo non lascia spazio al dubbio. Intanto il disastro ambientale sembra cosa fatta. Ieri Cannavacciuolo, intervistato dal nostro giornale, ha dichiarato che “intere aree coinvolte dallo scarico si presentano praticamente rinsecchite, aride, come se fossero state bruciate da sostanze acide. Ne è prova evidente – conclude Cannavacciuolo – che i semi coltivati nei campi, in cui è stato versato il finto compost, non sono riusciti a germogliare. Per cui i terreni si presentano con colture a macchia di leopardo”.

Gli ambientalisti di Acerra, tra loro i Volontari Anti Roghi, hanno pure seguito i camion, che hanno scaricato il materiale scuro nell’agro acerrano. Hanno filmato e registrato mentre i grossi automezzi, dopo essersi allontanati da Acerra, entravano in un’azienda di Giugliano: un impianto privato in cui si trattano rifiuti. Ma i controlli procedono a rilento. Ben due mesi fa gli ambientalisti acerrani hanno segnalato tutto alle autorità competenti.

Il transito continuo dei mezzi, di proprietà di un imprenditore acerrano, che ha ricevuto appalti dal Comune, è avvenuto sotto gli occhi indiscreti di due telecamere di videosorveglianza, collegate al Municipio di Acerra e posizionate in località Calabricito. Ieri i giornalisti di Fanpage hanno paragonato questa storia allo scandalo fatto emergere a Este, vicino Padova, dove un’azienda ha scaricato migliaia di tonnellate di finto compost. Ma c’è anche un triste riferimento al passato locale.

Anni fa i fratelli Pellini scaricarono in provincia di Napoli finto compost derivato dai rifiuti industriali e solidi urbani. Sono stati condannati a sette anni per disastro ambientale. Dopo dieci mesi di carcere sono stati liberati grazie ad uno sconto di pena. Su questa circostanza si pronuncerà il Tribunale di Sorveglianza”. Intanto nei giorni successivi con una nota il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, confermava l’attenzione sulla vicenda del finto compost sversato ad Acerra.

“I militari del Nipaaf sono in piena attività sui terreni di Acerra – dichiarava il Ministro – dopo la denuncia arrivata dall’inchiesta dei giornalisti di Fanpage.it, che ringrazio di cuore. Ulteriori controlli capillari saranno effettuati prossimamente. Inoltre, grazie ad un’attività investigativa, partita proprio dall’inchiesta, sono stati sequestrati dei terreni, dov’erano stati smaltiti rifiuti in modo illecito.

Sui terreni di Acerra, sugli impianti e sul compost – proseguiva Costa – attiverò l’Ispra ed il sistema agenziale, per effettuare ulteriori controlli e per verificare che tutti gli attori abbiano agito al meglio”. Spettava dunque ai tecnici avviare i controlli sul compost, innanzitutto per individuarne la provenienza e la qualità.

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