Sito di stoccaggio ad Acerra, la piazzola è abusiva e non utilizzabile dalla Sap.Na

Come riportato in precedenza, solo sabato 13 luglio il Comune, attraverso un comunicato ufficiale, rendeva nota la sua contrarietà all’utilizzo della piazzola numero 2, sita in località Pantano, da parte della società Sap.Na (la società della Città Metropolitana che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), da adibire a sito di stoccaggio provvisorio e sulla quale sversare 40 mila tonnellate di rifiuti, in vista del fermo (parziale, dal 26 al 31 agosto) e totale (dal I al 28 settembre) dell’inceneritore.

In sostanza il comunicato specificava che “in riferimento alla Conferenza dei Servizi, convocata in Regione Campania, si rende noto che il Comune di Acerra ha già inviato nei giorni scorsi diverse note, motivando il proprio parere negativo.

Ed ha comunicato alla Regione che, dal punto di vista urbanistico, il manufatto in questione risulta essere in contrasto con il Piano Regolatore Generale attualmente in vigore e che, pertanto, è abusivo. Quindi, se la piazzola n.2 è stata realizzata in base all’Ordinanza commissariale n.167 del 17.05.2005, annullata dal Tribunale Amministrativo regionale per carenza di preventiva Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), la stessa piazzola dovrebbe essere ritenuta illegittimamente edificata. In tal caso non può essere rilasciata l’autorizzazione alla costruzione e gestione ex art. 208 richiesta da Sapna, in quanto non risulta che tale titolo possa essere rilasciato in sanatoria”.

Per il Comune, in più, “l’eventuale autorizzazione sarebbe nulla per violazione/elusione del giudicato”. “Se la realizzazione della piazzola – continua l’Ente di Viale della Democrazia – era contemplata ed autorizzata nel progetto dell’inceneritore, Sapna non avrebbe la disponibilità dell’area, in quanto l’inceneritore è ora di proprietà regionale ed in possesso della concessionaria A2A.

Sapna quindi non avrebbe in tal caso alcun titolo, per poter chiedere l’autorizzazione. Inoltre, scorporare la piazzola n.2 dal progetto di impianto di inceneritore sottoposto a VIA, comporterebbe la necessità di una variante sia all’autorizzazione, che aggiornamento VIA dell’inceneritore”.

In verità sembra essere uno scontro più di carattere amministrativo, che una battaglia per la tutela del territorio. Infatti quella del sindaco dà l’impressione di essere una complessa quanto discutibile spiegazione di carattere burocratico, priva di quei contenuti volti a dare priorità alla tutela della salute pubblica.

Tra l’altro due piazzole, site nei pressi dell’inceneritore, sono ancora piene di rifiuti accumulati durante le emergenze dei primi anni duemila e due sono vuote.

 

Ni.Pa.

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