Querelate dalla Segretaria generale, rinviate a giudizio le Consigliere comunali di Pd e M5S

(Articolo pubblicato in data 19.06.2019). E’, dei giorni scorsi, la notizia del rinvio a giudizio, deciso dalla Procura di Nola, delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), entrambe all’opposizione, a seguito della querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei loro confronti, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale.

La Piscopo aveva querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno 2018. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”.

Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nelle mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario era iniziato con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco.

Il Pubblico Ministero, intanto, non ha voluto archiviare il caso, optando per la citazione diretta a giudizio delle due esponenti della minoranza. Ed è stata fissata al 5 settembre prossimo la prima udienza del processo, che si terrà dinanzi al Giudice di Pace di Nola. Questo vuol dire, secondo qualche quotidiano, che le due Consigliere rischiano poco sotto l’aspetto penale. Ma rischiano soprattutto sotto quello politico e dell’eventuale risarcimento economico, da corrispondere alla Dirigente in caso di condanna.

“E’ a rischio la libertà di espressione e di opinione politica garantita dalla Costituzione” è il principio, sul quale si poggerà la difesa delle due Consigliere.

Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere stata la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento.

“Non sono mai stata ascoltata dal Pubblico Ministero e non ho mai insultato la Piscopo – puntualizzava la Montesarchio – e del resto basta vedere il video del mio intervento in Consiglio comunale”.

Dal canto suo Auriemma diceva: “Non ho mai detto che Piscopo è un’incompetente, è tutto verbalizzato. Per cui non mi spiego come mai non siano stati querelati Consiglieri, che durante le sedute del Consiglio comunale hanno denunciato spartizioni di potere. Mentre io, che ho solo descritto un dato di fatto, vengo addirittura rinviata a giudizio. Ma non riusciranno a zittirmi”.

Le due Consigliere, durante il Civico consesso di giugno, avevano chiesto chiarimenti sul cumulo di incarichi dirigenziali assegnati alla Segretaria generale in modo permanente ed in assenza di vacanza di posizioni dirigenziali. E, avendo saputo della querela, attraverso un comunicato stampa congiunto così scrissero:

“La querela sporta nei nostri riguardi costituisce un evidente, quanto grave, atto politico, che ha come finalità il tentativo di condizionare e di limitare il libero esercizio della funzione istituzionale di Consigliere comunale. In questo modo nel Comune di Acerra riteniamo, pertanto, compromesse le libere dinamiche politiche e democratiche. Non ci spaventa questo atteggiamento – aggiunsero le due professioniste – anzi siamo convinte, che certe questioni meritano di essere approfondite anche nelle sedi amministrative competenti. Siamo serene e confidiamo nella giustizia con grande senso di responsabilità e dovere. Questo è l’atteggiamento che il nostro ruolo politico ci impone”.

“Mi difenderò nelle sedi opportune – aggiunse Auriemma – sicura di non aver commesso alcun reato, ma piuttosto di aver rappresentato e difeso al meglio gli interessi di tutti i miei concittadini. Ovviamente non ritengo, in alcun modo, di aver offeso l’immagine della Segretaria comunale ed i fatti sono politici, perché accaduti durante un Consiglio comunale.

Questo tipo di azione ha anche degli effetti politici, perché va a compromettere l’esercizio della dialettica apolitica di ogni Consiglio. Inoltre io ho chiesto chiarimenti al Sindaco. E se chiedere chiarimenti su un cumulo di deleghe dev’essere un’occasione, per ricevere una querela, allora io mi sento fortemente limitata nella mia azione politica”.

 

J.F.

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