Termovalorizzatore, l’A2A conferma: “Stop parziale dal 26 agosto. Totale dal I al 28 settembre”.

Da dieci anni il termovalorizzatore, sito in località “Pantano” ed inaugurato il 26 marzo del 2009, sta incenerendo i rifiuti urbani provenienti dagli Stir, gli impianti di trattamento dei rifiuti dislocati nelle varie province. Rifiuti che sono prodotti dai 550 Comuni della Campania, la cui popolazione conta circa 6 milioni di abitanti.

Ed è una valanga di rifiuti, quella che entra nel forno dell’impianto acerrano: 730mila tonnellate all’anno, circa 2 mila al giorno. Cifre da capogiro che sono state confermate di recente dalla stessa A2A, la società milanese che gestisce l’impianto di proprietà della Regione Campania. 730mila tonnellate che, però, non rappresentano nemmeno un terzo dei rifiuti solidi urbani prodotti da tutti i Comuni campani.

Il resto finisce nelle discariche oppure nelle strade di periferia, nelle campagne o chissà ancora dove. Intanto la percentuale regionale di raccolta differenziata è di appena il 52 %, mentre non si dispongono dati precisi su quante tonnellate di rifiuti differenziati finiscano effettivamente nel circuito virtuoso degli impianti di riciclaggio.

Una situazione da pelle d’oca, dunque, quella sul fronte igienico sanitario, a cui si aggiunge la preoccupante notizia dei 35 giorni di stop consecutivi delle attività di incenerimento dell’impianto acerrano. Lo stop era stato programmato già da alcuni mesi dall’A2A, a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura. Il meccanismo che, recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti, gira vorticosamente, per produrre elettricità per 107 megawatt. Cosa che fa di quest’impianto una centrale, in grado di fornire energia a 200 mila famiglie.

Ma non era mai stato programmato un fermo così lungo. Finora le manutenzioni erano state mediamente di 10 giorni. Ora la questione è ben più problematica.

Nel frattempo i Comuni della Campania già avrebbero dovuto predisporre i siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti. Nel mentre scriviamo, forse solo in pochi lo hanno fatto. E si susseguono gli appelli a tutti gli Enti locali del Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, in cui ribadisce:

“Trovate subito siti provvisori, in grado di reggere circa due mesi”. A dargli man forte anche il Vice-presidente regionale Fulvio Bonavitacola, secondo il quale per allestire siti di stoccaggio provvisori, che ospitino quantità di rifiuti inferiori alle 75 mila tonnellate, l’iter burocratico da seguire è meno complesso. Ma è un conto alla rovescia spietato.

E non per niente l’Italia paga all’Europa una sanzione di 120 mila euro al giorno, per non aver portato a termine il ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani in Campania, soprattutto per non aver realizzato gli impianti necessari e per non aver attuato una concreta strategia di differenziazione dei rifiuti. Ma l’A2A ha confermato le date del fermo. Il termovalorizzatore chiuderà una delle tre linee d’incenerimento dal 26 al 31 agosto.

Quindi tutte e tre le linee saranno chiuse completamente dal primo al 28 settembre. Intanto Napoli già è sommersa dai rifiuti in molti suoi punti. Ma situazioni di emergenza si stanno verificando anche in altri Comuni e le file degli automezzi delle imprese, che svolgono il servizio di igiene urbana davanti agli Stir e che attendono di scaricare, sono già lunghe.

A questo punto non resta che fare i dovuti scongiuri.

 

 

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