Comando della Polizia Locale nel caos, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

Tornano ad accendersi di nuovo i riflettori (ed ormai accade con una certa frequenza) sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena titolare, dal 6 marzo scorso, come da Decreto dirigenziale, anche della posizione organizzativa.

Stavolta a dare fuoco alle polveri sono stati i rappresentanti delle tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), che hanno sottoscritto il verbale dell’assemblea sindacale, tenutasi venerdì 24 maggio presso il Castello dei Conti, poi trasmesso al Sindaco Lettieri, ai Dirigenti comunali, al Prefetto di Napoli ed alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Documento con il quale veniva proclamato lo stato di agitazione del personale del Comune di Acerra e la richiesta di avvio della procedura di raffreddamento. E ciò, a fronte dei presunti atti di discriminazione, consumatisi negli ultimi tempi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, che sembra essere frazionato in due tronconi, compresi i numerosi provvedimenti disciplinari attivati, la gestione delle ferie del personale, i provvedimenti di concessione di congedo d’ufficio e l’equilibrio tra i turni di lavoro.

Problematiche già evidenziate in un precedente documento, datato 5.4.2019 e pubblicato dalla stampa, nel quale venivano denunciati comportamenti discriminatori, consumatisi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, culminati in provvedimenti organizzativi, in cui il personale non era stato equamente distribuito tra i turni di servizio ed in cui il personale di nuova assunzione a tempo indeterminato e parziale, pari a ben 16 unità lavorative, veniva posizionato interamente in un turno di servizio, a scapito dell’altro, aggravandone anche il carico di lavoro.

Alla medesima parte di personale “punito” veniva impedito l’accesso ad ogni attività di formazione e lo stesso era stato oggetto di un provvedimento punitivo di messa in ferie forzate nel periodo immediatamente successivo all’inizio dell’anno 2019 e costretto a fare ferie forzate, per un periodo che, in alcuni casi, ha superato i 50 giorni consecutivi, con rilevante danno economico relativo alla mancata percezione delle indennità connesse alla presenza.

Situazioni rappresentate all’Amministrazione comunale, che mai ha convocato però i sindacati, nonostante un’esplicita richiesta. Anzi i lavoratori partecipanti all’assemblea di aprile venivano esclusi dallo straordinario elettorale con un nuovo provvedimento punitivo, nel quale venivano inseriti i neo assunti, come da Determina dirigenziale n.502 dell’8.4.2019 e con compiti di ordine pubblico.

Di certo le tre sigle sindacali evidenziano una criticità non da poco, soprattutto quando hanno specificato, che “il personale di polizia locale, ai sensi e per gli effetti della legge 65/86, svolge solo compiti ausiliari di ordine pubblico e sotto il comando della Questura”. Compiti di ordine pubblico che possono essere effettuati, solo se si è in possesso del relativo Decreto prefettizio, delle tutele assicurative di legge e delle attrezzature messe a disposizione (pistola compresa) del personale impiegato.

Che, nel caso specifico, è privo di qualsiasi esperienza pregressa sia in materia di ordine pubblico, che in attività lavorative connesse al servizio elettorale. Inoltre dal documento si evince che, alla fine di maggio venivano notificati, sempre ad esponenti del gruppo dei perseguitati 3 convocazioni, per la prima decade di giugno, dinanzi alla Commissione che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) il cui iter, pur ossequioso delle previsioni di legge, per la tempistica, le modalità e le motivazioni di contestazione, ha più le caratteristiche di un piano precostituito di attacco, che quella di reale esigenza di garantire il corretto svolgimento delle prestazioni lavorative nell’Ente.

UPD dinanzi al quale dovranno presentarsi tre suoi appartenenti, tra i quali un Ufficiale, “rei” di non aver svolto bene il proprio lavoro. Da qui, in particolare, la richiesta dei lavoratori alle organizzazioni sindacali dell’attivazione, attraverso la Prefettura, di un tavolo di raffreddamento conseguente e contestuale alla dichiarazione dello stato di agitazione, finalizzato ad aprire un tavolo di confronto con l’Amministrazione, per ricercare eventuali soluzioni condivise, relative alle frequenti controversie connesse ad inesistenti forme di confronto con il Sindaco, il Dirigente ad interim e l’attuale reggente del Comando.

E, nel mirino, finiva il suddetto Vice-Comandante dei caschi bianchi, nominato a dicembre scorso a tale carica, dopo il licenziamento dell’ex Comandante Col.Felice D’Andrea.

 

Joseph Fontano

 

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