Blitz antiassenteismo: salgono a 6 i licenziamenti decretati dall’UPD. Molte le sospensioni dal servizio

(Articolo pubblicato in data 18.07.2018). E’ noto che il blitz antiassenteismo in Comune, di cui abbiamo riferito anche sullo scorso numero, effettuato dagli agenti del locale Commissariato di Polizia il 3 giugno del 2013 e coordinati dalla Procura della Repubblica di Nola, aveva avuto il suo epilogo nella sentenza di primo grado emessa, a distanza di quasi 5 anni, il 21 febbraio scorso dal Tribunale di Nola, che aveva decretato quaranta condannati e venti assolti. Si chiudeva, dunque, con un colpo di scena, il processo di primo grado a carico di 60 dipendenti comunali, imputati di false attestazioni e certificazioni in concorso. Diversi imputati sono stati assolti “perché non punibile per particolare tenuità del fatto”.

I 40 condannati hanno avuto tutti la pena sospesa e saranno tenuti a pagare le spese processuali e a risarcire il danno patito dalla parte civile (da quantificare in altra sede), ed anche una provvisionale di 5 mila euro, per le spese sostenute dal Comune.

Infatti contro i dipendenti il Comune si costituì parte civile, con Delibera di Giunta comunale n.117 del 13.09.2014, “anche per la necessità di adottare ogni azione utile a difesa di un possibile danno d’immagine subito dall’Amministrazione derivante dal procedimento penale e per il risarcimento dell’eventuale danno patrimoniale arrecato”. Per i 40 impiegati condannati le pene oscillano tra gli 8 ed i 10 mesi di reclusione, con una multa che va dai 400 agli 800 euro.

Blitz che proseguiva dunque il proprio iter all’interno del palazzo bianco di Viale della Democrazia, dopo che il dispositivo era stato trasmesso al Comune (che si è costituito parte lesa). Ed infatti l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD), composto dai Dirigenti comunali e presieduto dal Dr.Francesco Annunziata, avviava le necessarie formalità a carico dei dipendenti (per i quali comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato).

Ai quali erano state notificate le convocazioni, a presentarsi dinanzi all’organo disciplinare, i cui lavori dovevano chiudersi entro il 28 maggio scorso. Impiegati che avevano venti giorni di tempo, dalla data della notifica della convocazione, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Assistiti, in ciò, eventualmente dai propri avvocati.

Alla fine, per i dipendenti assolti dal Tribunale nolano per la particolare tenuità del fatto l’UPD, che tra le proprie fila annoverava anche un Dirigente, che aveva scelto di mantenere la linea dura, ovvero di optare per il licenziamento dei dipendenti, adottava come provvedimento quello della sospensione dal sevizio per una settimana.

Ed intanto l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari, in data 11.07.2018, ha portato a termine i lavori, adottando i provvedimenti (eccezion fatta per quelli che, nel frattempo, hanno raggiunto l’età della quiescenza, per i quali i provvedimenti sono da considerarsi estinti), anche a carico di coloro, che erano stati condannati in I grado dal Tribunale di Nola.

Alla fine sono 6 in totale i dipendenti licenziati, mentre per i restanti è stata disposta la sospensione dal sevizio per un periodo compreso tra un minimo di una settimana ad un massimo di 5 mesi. Sospensioni che possono essere scontate dilatate nel tempo. Un modo per essere meno rigidi, considerato che alcuni condannati sono monoreddito.

Nelle ultime due settimane, quindi, al numero dei licenziati si è aggiunta un’altra unità, la cui posizione è stata oggetto di una discussione ampia e complessa. Ovviamente tutti i dipendenti, da quelli sospesi a quelli licenziati, possono (o nel frattempo l’avranno già fatto) ricorrere, ai sensi dell’art.700 (con procedura d’urgenza), al competente Giudice del Tribunale del Lavoro, per dimostrare la propria innocenza ed ottenere il reintegro al proprio posto di lavoro. Anche se è poco probabile, che chi ha è stato sospeso per una sola settimana, sia propenso ad intraprendere le vie legali.

Chiaramente più si susseguivano i provvedimenti emessi e notificati ai diretti interessati e maggiore era la tensione, che saliva alle stelle nella Casa comunale. Tensione alla quale sarebbe riconducibile (secondo alcune indiscrezioni che, comunque, non trovano conferme ufficiali) un episodio, che avrebbe visto protagonisti due funzionari che, al termine di una riunione tra i Dirigenti del Comune, avente ad oggetto l’orientamento della Commissione dell’UPD, sarebbero giunti anche allo scontro fisico, oltre che a quello verbale.

Naturalmente tutti negano l’accaduto. Tutto sarebbe nato, perché uno dei due protagonisti aveva chiesto di mantenere la linea del licenziamento.

 

Ni.Pa.

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