Cantiere della piscina comunale, anomalie sul sevizio di “portierato e guardiania” (!?)

Torna in primo piano la questione della realizzanda piscina comunale a via Clanio-angolo via De Rosa, su un’area la cui estensione è di 10mila mq.

Un impianto natatorio con annesso campo polivalente ed aree a verde attrezzato da 4.554.000,00 euro, finanziato per 3 milioni dal contributo erogato dall’Amministrazione provinciale di Napoli e per la restante somma da un finanziamento concesso dalla Regione Campania e la cui gestione fu affidata ai privati con Delibera di Consiglio comunale n.13 del 6.10.2011, approvata dall’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi.

Opera i cui lavori sono fermi, perché la ditta costruttrice è fallita ed il Comune dovrebbe bandire una nuova gara d’appalto. Ma nel frattempo i costi di realizzazione sono lievitati considerevolmente. Pertanto, dopo 12 anni dall’approvazione del progetto definitivo, l’impianto natatorio resta un miraggio e, per completarlo, secondo una stima, sembrerebbe che occorrano circa altri 2 milioni di euro.

Quello che qui invece interessa è l’affidamento, per 8 mesi, fino al 31 dicembre prossimo (salvo completamento anticipato dei lavori), attraverso la Determina dirigenziale n.600 del 2.5.2019 ad una ditta, priva di requisiti di legge, della vigilanza dell’area di cantiere della struttura. Pertanto otto mesi dopo (il servizio precedente è terminato in data 30.04.2019), è stato riusato l’escamotage del frazionamento della spesa, per evitare una gara ad evidenza pubblica.

A giugno del 2018 il servizio di custodia e vigilanza (notturna) venne affidato, al termine di una gara con procedura ristretta tra le imprese, alla stessa società, che ha sede ad Afragola, seppur in assenza della sua iscrizione nell’elenco degli istituti di vigilanza.

Secondo fonti che, al momento, non trovano conferme ufficiali, per otto mesi nel cantiere è stato utilizzato personale senza alcuna qualifica di guardia giurata, elemento essenziale ed inderogabile per espletare un servizio di custodia e vigilanza di un bene immobile (così come disposto dal vigente Tulps).

Alla luce di quanto è emerso dopo la pubblicazione della nuova Deterrmina di affidamento del servizio, che comporta per l’Ente comunale un impegno di spesa pari a 32.000,00 euro oltre iva, i Consiglieri comunali affrontavano la questione nella Commissione di Vigilanza, presieduta dal Consigliere Carmela Auriemma, tenutasi lo scorso 17 maggio e durante la quale il Segretario generale, quantunque invitato, risultava assente. Atto nel quale si parla genericamente di “portierato e guardiania” giornaliera non armata notturna e diurna. Termini generici per permettere a società di servizi (non inserite nell’elenco degli istituti di vigilanza privata, che nella prima Determina, la n.774, vengono indicati), di espletare servizi a basso costo, senza garantire però la custodia del bene, che può essere garantita solo da personale qualificato munito di regolare Decreto prefettizio.

Consiglieri che potrebbero provvedere (qualora ne ricorrano le condizioni), a trasmettere gli atti alla Procura della Corte dei Conti, per valutare un eventuale danno erariale ed anche alla Procura della Repubblica di Nola, al fine di cancellare ogni ombra, visto che nel cantiere in questione potrebbe essere stato utilizzato personale con qualche “ombra” di natura giuridica.

Naturalmente non dev’essere sottovalutato l’aspetto del frazionamento della spesa, certamente vietato dalla legge e che potrebbe ingenerare il reato dell’abuso d’ufficio. Nel merito ci sono già state diverse sentenze, anche della Corte di Cassazione.

Tra l’altro a più riprese il Sindaco, in Consiglio comunale, ha vantato il rispetto dei termini, entro i quali l’amministrazione comunale approva sia il Bilancio consuntivo che quello preventivo. La qual cosa permette, a chi amministra, di non dover operare in dodicesimi e quindi frazionando la spesa. Sta di fatto che non si è tenuto conto, che una società di servizi non può espletare “la sicurezza delle aree di cantiere, controllare con discrezione l’eventuale intrusione di persone estranee e prevenire situazioni, che possono compromettere l’integrità del bene patrimoniale dell’Ente ed in particolare le opere già realizzate, controllare l’eventuale introduzione di materiali, oggetti e quant’altro possa apparire sospetto”.

Insomma compiti tipici da guardia giurata (particolare e non), che certamente non possono essere affidati a semplici operai privi di qualsiasi titolo. Altro mistero, comunque, resta il criterio, con il quale l’amministrazione cittadina affida o meno al Dirigente dell’ufficio Gare e Contratti le gare per i servizi, di cui necessita il Comune.

In alcuni casi pervengono a detto ufficio gli atti delle gare da espletarsi. In altri casi no. Ma sapere il perché forse è un pò troppo.

 

Nino Pannella

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